7 Dicembre 2010

Digitale tv Rai a Pordenone: dopo le proteste l’ azione legale

PORDENONE. Sono passati tre giorni dallo switch off, ma i canali Rai non sono risuscitati. La soluzione? Riorientare le antenne. Ma chi paga? L’ unica voce che si leva a sostegno dei cittadini beffati dalla rivoluzione digitale per ora è quella del Codacons. "Chi è in regola con il pagamento del canone venga da noi – dice l’ avvocato Vitto Claut -. La prima azione sarà la diffida nei confronti della Tv pubblica". I canali digitali si vedono ancora a intermittenza. A Pordenone vedere i canali Rai per molti cittadini resta un miraggio e a nulla è servito sintonizzare e risintonizzare i canali utilizzando il nuovo decoder. Che fare? Che ci si rivolga a mamma Rai o a un antennista la risposta è sempre la stessa. "Il problema è dell’ a ntenna. Va riorientata". Chi faceva riferimento a Castaldia ora deve ricevere il segnale dal Gaiardin, ma siccome l’ antenna non si sposta con la trasmissione del pensiero, è necessario rivolgersi a un professionista. E gli interventi, si sa, costano. E non solo in termini di denaro: per avere un appuntamento bisogna attendere anche tre mesi. I disservizi, inutile dirlo, sono tutti a carico dell’ utente. Ecco perché si muove il Codacons. "L’ obiettivo potrebbe essere l’ i struzione di una class action, una causa collettiva – dice il presidente dell’ associazione, l’ avvocato Vitto Claut -, ma la legge, purtroppo, prevede che l’ autorizzazione a questo tipo di cause debba essere concessa preliminarmente dal giudice". Se questa strada sembra più complicata, i cittadini beffati possono comunque tentare di ottenere giustizia. "Se il disservizio permane – dice Claut – consigliamo ai cittadini di rivolgersi a noi per avviare quanto meno la diffida nei confronti della Rai. E’ bene sapere che per intraprendere questa prima azione, è comunque necessario essere in regola con il pagamento del canone Rai. Chi si rivolge a noi venga direttamente con la copia del bollettino". La Rai sarà quanto meno chiamata "a fare uno sconto ai cittadini che hanno pagato il canone". Per la class action, invece, non resta che attendere per capire se il disservizio permanga e se, a quel punto, ci sia un numero di utenti tali da avviare la procedura di richiesta. C’ è anche chi spera in un intervento della politica. "Il problema a Pordenone è diffuso – dice il consigliere comunale Alvaro Canzian -, che il sindaco, il presidente della Provincia e i consiglieri regionali, si muovano per fare pressioni sulla Rai. Non è corretto che i cittadini, che già pagano il canone, oltre a non vedere i canali siano costretti a sostenere le spese di sistemazione delle antenne". Secondo Canzian si tratta di costi ingenti che vanno a gravare sul bilancio di una famiglia in un momento già non facile. "Togliamo ai cassintegrati anche la televisione? – incalza il consigliere -. Obblighiamo i pensionati a pagare, oltre alle spese già sostenute per il decoder, anche i costi della sistemazione dell’ a ntenna?". Tra i tanti fuori programma di questi giorni, c’ è anche quello di chi è stato eccessivamente previdente. Alcuni televisori di nuova generazione (con decoder incorporato), acquistati qualche anno fa, hanno bisogno di un aggiornamento del decoder. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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