Diffuso l’ elenco, ma senza nomi
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – «Ecco l’ elenco dei 500 titolari del permesso di sosta gratuita». Con un vero colpo di teatro, nel tardo pomeriggio di ieri, l’ assessore alla Mobilità del Comune di Lecce, Luca Pasqualini, ha fatto inviare ai giornalisti il file con il famoso elenco reclamato da settimane dai consiglieri del centrosinistra e dal Codacons. Peccato, però, che in quell’ elenco non ci sia neppure un nome, ma solo una lista di istituzioni con accanto il numero di permessi concesso a ciascuna di loro. Adesso, i cittadini di Lecce sanno che agli uffici giudiziari sono stati concessi 36 permessi, 33 alle forze dell’ ordine, 211 a uffici vari, 49 alle associazioni, 19 agli organi di informazione, 124 al Comune, 12 a «personalità», mentre 16 sono stati duplicati per furto o smarrimento. Ma su chi siano questi fortunati, vige ancora il segreto più assoluto. E pensare che solo nel 2009, quando all’ assessorato alla Mobilità si insediò Giuseppe Ripa, i permessi erano circa 1.200, in palese violazione dell’ accordo tra Comune e Sgm che fissa in 500 il numero massimo di pass per il parcheggio gratuito. La prossima settimana, intanto, l’ argomento arriverà all’ esame del Consiglio comunale. Questa mattina, alle 10, si riunisce la conferenza dei capigruppo che deciderà la data e l’ ordine del giorno completo. «Correttezza vorrebbe – dice Carlo Salvemini, capogruppo di Lecce bene comune, che attende dalla fine di settembre il famoso elenco -, che il sindaco si presentasse in Consiglio con il regolamento sui permessi gratuiti, mai approvato dal 2003, e con la lista dei nomi dei beneficiari, ai quali, in questi nove anni, è stato concesso un privilegio in maniera del tutto discrezionale». Ieri, Salvemini ha anche reso pubblica la sua decisione di restituire, già il 28 settembre, il proprio permesso, ricevuto per l’ anno 2013 in qualità di consigliere comunale. «Ne ho usufruito nella mia prima esperienza da consigliere, dal 2003 al 2007 – dice, attaccato, per questo, da Pasqualini in un comunicato stampa -, ma adesso l’ ho restituito perché, riflettendoci, lo considero un vantaggio ingiustificato: non mi sento diverso da tanti miei concittadini che sono costretti a pagare il ticket giornaliero per recarsi al lavoro o fare la spesa o andare dal medico». A chiedere, per le vie ufficiali, l’ elenco, è anche il presidente della commissione Controllo, Antonio Rotundo (Pd), che lunedì, alle 11, ha convocato i commissari per discutere dell’ argomento. La richiesta è stata inviata al dirigente, Sergio Aversa, e al segretario generale, Vincenzo Specchia, ma è fin troppo facile prevedere che, anche a Rotundo, sarà consegnato lo stesso elenco privo dei nomi. Rispetto della privacy? Certo che no, visto che l’ introduzione di quel privilegio fu voluta per agevolare chi svolge compiti istituzionali e, proprio per questo, pubblici. La querelle, dunque, è destinata a continuare. Resta da vedere se qualcuno seguirà l’ esempio di Salvemini e rinuncerà al proprio pass. «La considero una scelta personale, che non obbliga nessuno: ciascuno si regoli come crede», chiosa il consigliere di Lecce bene comune. Francesca Mandese RIPRODUZIONE RISERVATA.
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