Diffida per Comune e Asl: “Test Tbc in tutte le scuole”
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fonte:
- Corriere della Sera
Test in tutte le scuole e obbligatori contro la Tbc. Lo chiedono i consumatori del Codacons, che ieri hanno diffidato Asl e sindaco intimando di eseguire le analisi a tappeto «per evitare il diffondersi della tubercolosi e l ‘ a u m e n t o di c a s i d positività» . L’ intervento dell’ associazione di consumatori arriva a cinque mesi dal primo caso di Tbc alla scuola elementare Leonardo da Vinci dove, a oggi, dopo diverse centinaia di test eseguiti su bambini e adulti, si registrano 15 casi di malattia e 175 di positività. Si poteva e doveva fare di più, secondo il Codacons. «Non sono stati effettuati controlli nelle scuole vicine, come Stoppani, Bacone, Matteucci e Caterina da Siena dove sono iscritti molti fratelli e i bambini della zona frequentano spazi comuni, come la piscina o l’ oratorio» . Il secondo punto è l’ obbligatorietà del test. Alla Leonardo ci sono ancora quattro bambini che non l’ hanno fatto: «Visto il ritorno della tubercolosi e l’ aumento dei casi resistenti ai f a r m a c i , e da t a l a non invasività del test, abbiamo chiesto che a Milano diventi obbligatorio» , ha spiegato il presidente del Codacons, Marco Donzelli. Cinque mesi di preoccupazione, stress, analisi già ripetute più volte, radiografie e per molti bambini una terapia antibiotica impegnativa. «Devo svegliare mio figlio alle sei del mattino perché la pastiglia va presa due ore prima della colazione, tutti i giorni, per settimane» , racconta un papà. Cinque mesi sotto pressione, e i genitori della Leonardo continuano chiedere più trasparenza e spiegazioni convincenti. Nei giorni scorsi hanno preparato un elenco di domande e preteso risposte scritte dalla Asl. Hanno chiesto l’ obbligatorietà del test, prima che lo facesse il Codacons. Risposta della Asl: «La Regione ha ribadito che non ci sono strumenti legislativi per imporlo. Abbiamo inviato una scheda di "dissenso informato"alle ultime quattro famiglie che non siamo riusciti a convincere» . E hanno chiesto di estendere le analisi anche alle altre scuole della zona. «Non vi sono motivazioni sanitarie per estendere lo screening» , è la risposta che hanno ricevuto. «Nel caso dovessimo decidere di farlo la finalità non sarebbe quella di prevenire episodi, sarebbe soltanto un monitoraggio» . © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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