Diffida del Codacons al Comune «Intervenite su quello scuolabus»
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fonte:
- La Nazione
«NON HANNO risolto un bel niente e siamo al punto di prima. Per questo adesso faremo sentire per davvero le nostre ragioni». Alza la voce Piero Conti, nonno di due bimbe di Tavarnelle che per andare a scuola sono costrette e pesanti disagi a causa del servizio del trasporto scolastico. Conti si è rivolto al Codacons e l’ associazione ha inviato una lettera dove si intima al Comune di Tavarnelle di ripristinare immediatamente il servizio secondo le indicazioni di legge a tutela della bambine e dei familiari. «La famiglia ? si legge nella lettera inviata da Francesco Caroni del Codacons di Siena ? riferisce che l’ amministrazione interpellata ha più volte promesso di intervenire con la minima modifica negli orari del trasporto scolastico, senza però passare mai dalle parole ai fatti». La vicenda l’ aveva raccontata alla Nazione il nonno Piero Conti. «Il bussino non viene a prenderle alle fermata che è pochi passi dalla casa per una questione di tempi. Se venisse a prendere le bambine vicino a casa il percorso si allungherebbe di soli quattro minuti. Adesso la mie nipotine sono costrette ad andare nel punto di raccolta di Bonazza. Devono fare quasi un chilometro e mezzo a piedi». A subire i disagi maggiori è la più piccola delle sorelline. «La più grande deve prendere lo scuolabus alle 7,43. Visto che la piccola non può rimanere in casa da sola, la mamma la mette in macchina e con lei accompagna l’ altra. Quindi tornano a casa e aspettano di salire di nuovo alle 8,25 quando passa il pulmino della piccola». L’ avvocato Caroni parla di «gravi e illegittimi disservizi» con una famiglia «gravemente penalizzata dalle mancanze dell’ amministrazione comunale». La spiegazione da parte del Comune arriva dal sindaco Sestilio Dirindelli. «Abbiamo un piano di trasporti – dice – che prevede l’ individuazione di punti di raccolta per cercare di servire tutto il territorio dell’ Unione comunale e garantire il trasporto anche alle famiglie che risiedono in zone isolate. Il nostro è un regolamento che vale per tutti. Se accogliessimo la richiesta di un cittadino dovremo fare la stessa cosa per tante altre famiglie che si trovano in situazioni analoghe o peggiori». Per il sindaco si possono avere deroghe «esclusivamente solo dietro indicazione di particolari difficoltà segnalate dai servizi sociali». Andrea Settefonti.
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