5 Febbraio 2012

Differenziata? I cittadini si affidano al fai da te

Differenziata? I cittadini si affidano al fai da te

 Le parole le hanno lasciate ai convegni. Tutti in fila per fare spazio ai fatti. Con quattro tonnellate di rifiuti e centinaia di firme per presentare un esposto alla Procura e alla Corte dei conti per chiedere una verifica sul rispetto dei contratti e delle norme. Così hanno risposto da protagonisti gli uomini e le donne della città che, troppe volte, è rimasta silente. E, ieri, al quartiere Carmine c’ era il volto di chi ha dimostrato che non è l’ inciviltà la colpa di tutto. Una risposta a quella differenziata che la politica non ha saputo fare. Ma loro sì, e all’ adunata del Forum delle associazioni hanno risposto. Con a bordo il loro carico di cartoni, vetro, alluminio e plastica. In corteo fra le vie del centro e diretti alla piattaforma ecologica di località Aeroporto per dire «basta». In prima fila con la sua jeep Pino Paolillo del Wwf Calabria, le associazioni del Forum, fra cui CittAperta, Cittadinanzattiva, Lega Navale, Slow food. Presenti anche cittadini dal centro, da Vibo Marina e Piscopio, l’ ex assessore Enzo Insardà, Enzo Peris del Prc, don Bruno Cannatelli della chiesa di San Giuseppe, Michele Furci con il Movimento dei paesi e dei quartieri, Orazio Barba (Conte d’ Apice), gli avv. Claudio Cricenti e Paolo Fuduli di Codacons e Adhoc. «Questa – ha spiegato Antonio D’ Agostino – è un’ emergenza costruita, ad personam. Dopo 10 anni di commissariamento per l’ emergenza ambientale non possiamo accettare e tollerare che qui si spendano milioni per un contratto non rispettato. Adesso – ha chiosato – diciamo basta. E oggi stiamo dimostrando di essere cittadini attivi, qualcuno deve pagare per questa irresponsabilità». Una chiamata che faceva eco fra i presenti, «non ci aspettavamo – ha sottolineato D’ Agostino – questa partecipazione ma oggi si dimostra che non si può pensare di dare sempre la colpa ai cittadini se viviamo in una città sporca. La gente vuole che si cambi, vuole pulizia, decoro, vuole il servizio per cui paga». Un’ azione che rappresenta solo il primo passo, il monito e il prossimo appuntamento è stato dato al prossimo Consiglio comunale. Nella convinzione che la discarica non sia la soluzione. Così come detto nel dibattito aperto nella piattaforma dove ognuno ha scaricato i propri rifiuti. «Fare la differenziata – hanno spiegato i titolari della piattaforma Gregorio Greco e Giuseppe Fresca – significa dare un contributo all’ ambiente ma avere anche un ritorno economico. Noi qui abbiamo difficoltà a lavorare per mancanza di materiale». Materiale che fa bella mostra di sè in tutti gli angoli della città. E, in tal senso, Greco ha spiegato i costi e i guadagni che per un’ Amministrazione comporta la differenziata: con la raccolta del cartone mandato alla filiera di recupero si tratta di un guadagno di «90 euro a tonnellata, di cui trenta a noi – ha aggiunto – e sempre sulle nostre 30 euro, per l’ alluminio il Comune avrebbe un guadagno di 500 euro e 300 per la plastica». Il tutto contro «i 4 milioni – ha aggiunto D’ Agostino – che il Comune paga per un servizio che non viene svolto e le 115 euro a tonnellata che paga alla discarica, oltre al fatto – ha spiegato – che qui esiste anche una struttura che lavora». Tante sfaccettature. Come nelle domande dei cittadini che si chiedevano perchè, quali gli ostacoli. Interrogativi senza risposta. Con una differenziata che non c’ è. E l’ immondizia che detta le regole del "gioco".

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