19 Gennaio 2022

“Diffamò Chiara Ferragni e Fedez”: presidente del Codacons a giudizio

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi a giudizio per diffamazione nei confronti dei ‘Ferragnez’. A deciderlo la procura di Roma che ha stabilito il rinvio a giudizio con decreto di citazione diretta nei suoi confronti.

L’inizio della contesa, specifica l’atto di citazione firmato dal pubblico ministero romano Antonia Giammaria, risale a quando Rienzi, 75 anni, aveva descritto l’imprenditrice e influencer Chiara Ferragni e suo marito, il rapper Federico Lucia (aka Fedez) come “ignoranti, delinquenti, approfittatori”.

In particolare, il presidente del Condacons si era riferito alla coppia con aggettivi per nulla lusinghieri quando, nel periodo di Natale 2020, Fedez aveva girato per Milano in Lamborghini distribuendo un totale di 5mila euro ad alcuni bisognosi, dopo che i suoi fan li avevano raccolti su Twitch. Attraverso la sua associazione, con un comunicato ufficiale, Rienzi aveva definito il fatto una “operazione di marketing autopromozionale” e non di “vera solidarietà”, oltre che di “pubblicità occulta della nota casa automobilistica”.

Rienzi è anche imputato per aver definito il figlio della coppia, Leone, come un bambino la cui immagine sarebbe stata sfruttata. Nello specifico, parlando in radio con la giornalista Selvaggia Lucarelli aveva detto che i Ferragnez avrebbero avuto denaro dalla casa di moda Moschino per aver pubblicato una foto del piccolo con una maglietta di questo marchio. Il fatto, tuttavia, è stato accertato “accertato come non veritiero”, secondo la pubblica accusa.

A dicembre 2020, inoltre, Fedez aveva battuto il Codacons grazie alla richiesta del pm di archiviare l’accusa di diffamazione sollevata nei suoi confronti dall’associazione. La vicenda giudiziaria era nata dopo che il rapper aveva accusato il Codacons – che secondo il pm aveva cercato di paralizzare il suo fundraising – di voler “bloccare tutte le raccolte fondi private” per la lotta al coronavirus.

E ancora, il Codacons aveva attaccato Federico Lucia anche in occasione della sua iniziativa Scena Unita, per raccogliere fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo provati dalla paralisi dovuta all’emergenza sanitaria. L’associazione aveva dichiarato di voler mettere sotto la lente dell’ingrandimento i cinque milioni di euro raccolti con un esposto a cui però sia l’artista sia Cesvi (la realtà che si è occupata materialmente di distribuire, attraverso bandi pubblici, il denaro raccolto) avevano replicato duramente. “Fate schifo, sono stufo di essere perseguitato da voi”, aveva commentato il cantante.

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