Difese scarse contro i rincari
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fonte:
- La Provincia di Como
L?assessore: credo sia comunque la strada giusta
Difese scarse contro i rincari
Parte «Azione Fiducia», ma aderiscono solo otto negozi
ERBA Natale con l?incognita dell?inflazione: la stagione dello shopping quest?anno si presenta a rischio di rincaro prezzi (come dimostrano in continuazione i dati forniti dagli istituti di rilevazione), una eventualità per contrastare la quale gli strumenti predisposti per la prima volta dal Comune, soprattutto nel settore alimentare, appaiono armi spuntate.
Lunedì infatti partirà, ma sotto tono, ?Azione fiducia?, la pur lodevole iniziativa promossa dall?assessore al Commercio Gianluca Peschi , in collaborazione con le associazioni di categoria dei commercianti e di difesa dei consumatori, ne è la riprova. Concepita per calmierare i prezzi nel settore alimentare, sulla base della volontaria adesione degli stessi negozianti, si sta rivelando al di sotto delle attese suscitate al momento dell?annuncio dell?accordo che era stato stipulato tra Confcommercio e Confesercenti da un lato e Intesa dei consumatori dall?altro (il cartello costituito da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), sotto l?auspicio appunto del Comune.
Ritardi a parte (l?operazione avrebbe dovuto essere varata già a novembre), a convincere poco è la scarsa adesione dei commercianti interessati: solo otto negozianti su ventidue. Tra questi, nessuna macelleria. Pochi dunque si sono impegnati a mantenere inalterati per i prossimi sei mesi i prezzi di una serie di prodotti di largo consumo, il cui elenco sarà esposto nelle botteghe che hanno aderito, riconoscibili anche per la vetrofania riportante il logo di ?Azione fiducia?.
Inoltre non vi sono i supermercati: «Non sono stati volutamente coinvolti perché l?iniziativa si ripromette di promuovere il commercio di vicinato, quello dei piccoli negozi» ribatte Peschi. «Al di là del numero delle adesioni, ritengo che questa sia la strada giusta e spero che anche chi ne è rimasto fuori si convinca della bontà di un?operazione che serve a garantire i consumatori e a creare un rapporto di fiducia con i negozianti».
A dieci giorni dal Natale dunque prende il via l?unico tentativo mai varato per porre un freno all?aumento dei prezzi: parte debole e senza quel consenso vasto da parte degli stessi operatori chiamati ad applicarlo, necessario per la buona riuscita.
Ma in ritardo anche la costituzione dell?osservatorio prezzi, cioè la rilevazione sistematica dell?andamento dei prodotti di più largo consumo.
Franco Tonghini la difesa I commercianti: cos ti troppo variabili «Evidentemente c?è qualche difficoltà nel settore alimentare, soprattutto in quello delle carni, dove i prezzi variano in modo troppo sensibile per potere assicurare stabilità nella vendita al dettaglio per un periodo di sei mesi»: Giancarlo Corbetta, il presidente dell?Unione commercio, la principale delle associazioni di categoria presenti nella nostra città, difende la scelta diu chi non ha voluto aderire ad ?Azione fiducia?.
«Sia ben inteso che ritengo che operazioni di questo genere vadano sostenute, e che anzi costituiscano un buon sostegno la commercio. Del resto non vedo ragioni per non aderirvi, se non appunto quella di oggettive difficoltà negli approvvigionamenti».
Il suo discorso poi si allarga alla congiuntura economica, non propizia agli acquisti: «Le previsioni non sono affatto buone, e quest?anno si cominciano ad impacchettare i primi regali soltanto in questi giorni. Speriamo che da domenica qualcosa si cominci finalmente a muovere». Ma anche sul fronte delle aperture domenicali natalizie, Corbetta ha da ridire: «Ritengo che siano troppo anticipate all?ultima di novembre. Quest?anno stiamo ancora aspettando il momento buono».
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