Difesa in giudizio, meno spese
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fonte:
- Italia Oggi
atti depositati su più supporti e con 259,16 € a forfait
Meno spese per la difesa per depositare in giudizio i documenti. Gli atti possono essere salvati su più supporti, come hard disk esterno, pen-drive, dvd e blue ray che pure non sono attualmente regolamentati a causa di un vuoto normativo. E per farlo basta pagare l’ importo forfetario di 295,16 (vale a dire l’ importo del diritto di copia) da versare una volta sola, coprendo così i costi sostenuti dall’ amministrazione della giustizia per la memorizzazione dei dati richiesti e indipendentemente dalla capienza del supporto: salvare gli atti sulla chiavetta usb, non costa infatti all’ ufficio giudiziario più che quando lo fa sul cd. È quanto emerge dalla sentenza 4408/15, pubblicata dalla quarta sezione del Consiglio di stato, che ribadisce quanto sostenuto tra gli altri dal Tar Lazio (sentenza n. 4871/14, depositata il 12 maggio). Capienza irrilevante Codacons batte Via Arenula. Per assicurarsi tutto il materiale video nella causa sul naufragio della Costa Concordia l’ associazione dei consumatori era stata costretta a pagare quasi 25 mila euro al tribunale: 295,16 euro per ognuno i circa ottanta supporti utilizzati, fra dvd e blue ray. Ma il Tar ha ridotto a 295,16 euro in tutto l’ importo dovuto con un’ interpretazione che, per quanto «precaria», appare ragionevole rispetto alle lacune del dpr 115/02, rimasto ai tempi di cd e floppy disk. Palazzo Spada conferma: non può essere l’ ufficio a decidere i costi del servizio di copia e di certificazione dei dati che servono alla difesa in giudizio con una sua scelta insindacabile sui supporti da utilizzare. È dunque escluso che chi usa hard disk esterni o anche chiavette usb debba pagare di più perché maggiore è lo spazio dove archiviare i dati: non convince il criterio di «capienza» della memoria. Né l’ importo che la parte in giudizio deve versare all’ ufficio può essere ragguagliato agli accessi effettuati o alla quantità di dati effettivamente estratti: si tratta infatti di fattori che risultano praticamente irrilevanti rispetto al costo sopportato dall’ amministrazione per salvare le informazioni sul supporto informatico, che deve essere scelto dal richiedente. Il giudice, si legge in sentenza, deve quindi bloccare il criterio irrazionale usato dal tribunale, che peraltro scoraggia gli avvocati pronti a liberarsi della carta. Spese compensate per la novità della questione.
dario ferrara
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Tags: Consiglio di Stato, costa Concordia, dvd, hard disk
