13 Dicembre 2002

Difensore civico: si aggiunge quello di Carlo Rienzi del Codacons

A quelli di Pierluigi Sorti Roberto Saracino, Ottavio Marotta, si aggiunge quello di Carlo Rienzi del Codacons
Alla Casa delle Libertà spetterebbe il vice Di Francia: pensiamo anche a quello delle carceri

Sono otto anni che se ne parla, è stato ininterrottamente all´ordine del giorno dei lavori del consiglio comunale nell´ultimo anno e mezzo senza che accadesse nulla, ora però forse anche i romani avranno il loro difensore civico. Il 10 gennaio scadrà il termine per la presentazione delle candidature, poi l´aula Giulio Cesare dovrà procedere all´elezione. Se tutto va bene, entro la primavera anche i romani, come tanti altri cittadini italiani, sapranno a chi rivolgersi nel caso di lungaggini burocratiche, contrattempi e chiarimenti, avendo un interlocutore all´interno dell´amministrazione comunale in grado di risolvere anche i problemi apparentemente irrisolvibili. «Dal lampione rotto all´autobus che non arriva, il cittadino avrà una figura istituzionale a cui rivolgere le sue lamentele – spiega Luigi Vittorio Berliri, presidente della commissione Statuto del Campidoglio – E non si tratta né di uno psicologo né di un addetto all´ufficio relazioni con il pubblico ma di qualcuno che è tenuto a dare risposte»
. Il difensore civico, nei Comuni e negli enti locali dove esiste già, è infatti il punto di riferimento per i cittadini che vogliano dei chiarimenti o che chiedono che l´amministrazione rispetti i loro diritti. «Una specie di Lubrano della situazione – chiarisce Berliri, riferendosi allo storico conduttore della trasmissione Mi manda RaiTre – che si fa garante del cittadino perché nelle grandi amministrazioni qualche problema è inevitabile che ci sia». Questa nuova figura è dunque una sorta di grande Urp, l´ufficio relazioni con il pubblico degli enti locali, che però non si limita a dare informazioni ma è anche in grado di prendere decisioni, di capire cosa accada nelle pieghe della burocrazia, e di andare fino in fondo. Nel Nord Europa è una figura che esiste ormai da anni.
A Roma il primo a parlarne fu Francesco Rutelli, all´epoca del suo primo mandato come sindaco. Da allora, tre amministrazioni si sono succedute in Campidoglio ma del garante dei diritti dei cittadini non se ne è fatto nulla. Tra maggioranza e opposizione non è mai stato trovato l´accordo sul nome. Originariamente per eleggerlo occorreva il voto favorevole dei due terzi del consiglio comunale, ovvero i voti della maggioranza e dell´opposizione insieme, obiettivo piuttosto difficoltoso da raggiungere. Si fecero comunque numerosi tentativi e sia Gianfranco Spadaccia che Maria Fida Moro sfiorarono la nomina che sfuggì loro per pochi voti. I partiti presero allora l´impegno di arrivare a un nome che andasse bene a tutti ma tutti i successivi tentativi di dare ai romani il garante dei loro diritti andarono a vuoto. Una svolta ci fu nel 2000 quando venne approvato il nuovo statuto del Comune che prevedeva, accanto al difensore civico, un vicedifensore, ovvero il primo dei non eletti, che sarebbe andato inevitabilmente all´opposizione. In questo modo le porte alla nomina sembrarono aperte ma purtroppo non è stato così e, per facilitare la nomina, nel 2001 si decise di abbassare il quorum, stabilendo che dalla terza votazione sarebbe stata sufficiente la metà più uno del totale dei voti in consiglio comunale. Si cominciarono così a raccogliere tra i cittadini, le firme necessarie per le candidature, ne servono almeno 1000. Ora la macchina è in pieno movimento. I termini per la presentazione dei candidati sarebbero dovuti scadere il 10 dicembre ma, per consentire una maggiore informazione alla città, il sindaco ha deciso di prorogarli di un mese. Questa volta, l´ulteriore ritardo è dunque imputabile a un problema tecnico. «In passato c´era un blocco di carattere politico dovuto al quorum molto alto, ora quel blocco è stato rimosso – spiega Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza – In questo caso invece c´erano firme da raccogliere e una città da informare e, raccogliere le firme senza una seria campagna di informazione, significava impedire la partecipazione della città».
E´ però facile pensare che il rinvio sia servito anche a spostare il dibattito a un momento di maggior serenità, considerato che oggi in consiglio comunale ci sono il piano regolatore e il bilancio che attendono di essere approvati e che sono in scadenza. Superati gli ultimi ostacoli, il 10 gennaio finalmente in aula Giulio Cesare approderanno i nomi scelti direttamente dai romani e il consiglio potrà nominare il difensore civico anche se, va detto, se non si riuscisse ancora una volta a trovare un accordo, il regolamento consente agli stessi consiglieri di proporre un nome e allora la partita potrebbe chiudersi davvero. In ballo oggi ci sono diversi nomi, da quello di Pierluigi Sorti a Roberto Saracino fino a Ottavio Marotta. A questi, tutti più o meno vicino alla maggioranza di centrosinistra, si aggiunge quello di Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che è stato protagonista pochi mesi fa di una polemica proprio sui criteri di scelta dei candidati che avrebbero tagliato fuori sia i cittadini sia le associazioni a tutela dei consumatori.
Più complessa appare invece la situazione all´interno del Polo dove c´è da risolvere un problema di equilibri tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Il partito di Fini è infatti rappresentato alla vicepresidenza del consiglio comunale da Fabio Sabbatani Schiuma e nell´Agenzia di controllo dei servizi pubblici locali da Sergio Migliorini. A Forza Italia invece è andata soltanto la presidenza della commissione Trasparenza dove siede Gianfranco Bafundi. Presto però il partito di berlusconi potrebbe ottenere uno dei due segretari del consiglio comunale, dove potrebbe arrivare Gianroberto Lovari. Su questi equilibri si potrebbe giocare la scelta del candidato tra An e Fi, sempre che il Ccd non pretenda anch´esso qualcosa. «Valuteremo le candidature e soltanto le candidature» commenta però Bruno Prestagiovanni, capogruppo di An, lasciando capire che più che agli equilibri si pensa a un nome di peso e di qualità.
I tempi però ormai stringono e presto gli ultimi dubbi verranno sciolti. E già si comincia a pensare al dopo. «Quella del difensore civico è una figura utile – rilancia Di Francia – anche se sono molto più interessato a che si realizzi l´idea del difensore civico delle carceri che andrebbe davvero a riempire una lacuna lasciata dall´assenza di una figura terza all´interno degli istituti di reclusione mentre il difensore civico è utile ma si affianca a figure già esistenti».

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