26 Febbraio 2010

Difende i consumatori ma toglie il posto ai taxi

 

Dell’ attempato presidente del Codacons Carlo Rienzi, l’ iconografia classica rievoca soltanto due fotografie. La prima è Rienzi in maglietta viola (una citazione molto "popolo viola", assai up to date di questi tempi) che glossa il suo torrenziale blog, costola dell’ associazione europea consumatori più presente sulla stampa mondiale -la sua-. La seconda immagine è la terrificante interpretazione d’ un Arcimboldo. Vede Rienzi ergersi in perizoma nella romana piazza Montecitorio mentre sventola le non più fresche carni con mazzi d’ ortaggi, e grida al carovita: «Abbassiamo i prezzi, non le mutande!». Una visione di rara potenza. Sicchè, quando ieri i tassisti di Roma hanno immortalato questo difensore della legalità, delle regole e del vivere civile mentre parcheggiava la Mercedes in sosta vietata, tutto vestito in giacca e cravatta; bè, il nostro spaesamento è stato notevole. Ora, qui non c’ è molto da stupirsi sulla sconcezza del gesto. Rienzi, col piglio paraculissimo che ne contraddistingue le sortite televisive (che vanno in onda a Unomattina, dalla Rai; un premiuccio per averla, paradossalmente, querelata in abbondanza, come sottolinea Aldo Grasso su Sette…), ha già provveduto a giustificarlo, il gesto: prima tirando in ballo i tassisti che lo odiano perchè lui ne denuncia i soprusi tariffari; e poi ammettendo che sì «parcheggio non poche volte in divieto e in doppia fila. Faccio una cosa che davvero fa schifo, ma a Roma ognuno fa quel che vuole senza regole… Se vado a Firenze non lo faccio perchè sono sicuro che non sfuggo alla multa!». Che è come dire: Roma, in fondo, è una cloaca senza regole e io me ne fotto. SUI GIORNALI Il che, proferito da uno che di mestiere fa l’ avvocato, non è elegantissimo. Ma ormai non sono poche le uscite ineleganti o spiazzanti di questo Robespierre consumerista che, dall’ anno della fondazione del Codacons (1986) riesce ad infilarsi in ogni pertugio della vita sociale. Di questo bisogna stupirsi. Rienzi, con il suo pool di consulenti legali volontari rappresentati come l’ allegra banda di Sherwood, riesce a finire sui giornali per qualsiasi cosa, in qualsiavoglia momento e in ogni posizione. Per dire. Le sue ultime uscite sono la richiesta alla Guardia di Finanza di sequestrare il televoto di Sanremo; l’ annuncio di una legge che introduca i test antidroga e di cultura generale per parlamentari e amministratori di regioni, province e comuni; il sequestro del film Paranormal Activities; la richiesta dei danni per l’ applicazione della par condicio ai talk show politici. Ma, in precedenza, si era anche prodotto in una campagna contro il fumo delle sigarette dei fumetti di Tex Willer, i Pacchi di Pupo e la Lotteria Italia di Panariello, l’ Enel e le bestemmie del Gf, le cartelle pazze e Luigi De Magistris il quale, essendo magistrato, non avrebbe potuto candidarsi con l’ Idv. Quest’ ultimo caso è assai bizzarro. Perchè proprio l’ antipolitico Rienzi è politicamente trasversale da Storace a Di Pietro, e si candidò con tutto il Codacons nel 2006 con Prodi convinto da un sondaggio di Mannheimer di ottenere il 7-8%. Ma la performance elettorale non fu affatto memorabile. Allora le vibrate proteste di Rosario Trefiletti della Federconsumatori provocarono la fine del trust Intesa Consumatori. Ma sulle incongruenze e i conflitti d’ interesse Renzi ha spesso costruito la sua forza. Richiese la radiazione dell’ Albo dei Giornalisti di Filippo Facci che aveva la descritto la dinamica surreale del numero verde della sua associazione (1,5 euro più Iva); minacciò querela al Giornale che evidenziò l’ offerta per i clienti di Telepass Premium dell’ "iscrizione gratis per un anno al Codacons", dopo che il Codacons aveva attaccato i disservizi autostradali; s’ incaz zò con Giletti per non essere stato invitato a Domenica in, ritenuto un programma pollaio; attaccò Trenitalia proprio mentre era legale dell’ amministratore delegato di Trenitalia Moretti; raccontò al Giorno i brogli dei giochi tv ma non fece un solo nome di colpevole.
CON I CONSUMATORI Carlo Rienzi nasce a Salerno l’ 8 ottobre 1946. E’ avvocato e ha fondato nel 1986 il Codacons (associazione dei consumatori). LE BATTAGLIE Sono innumerevoli le cause che ha portato avanti negli anni. Ha denunciato il ministero delle Comunicazioni per lo scandalo dei numeri erotici, la Sisal per gioco d’ azzardo, i vigili che non multano i ragazzi senza casco per omissione di atti d’ ufficio. Non sono mancate anche quelle più bizzarre. Come la campagna contro Tex Willer (perché fumava sempre) o quella contro Anna Oxa, colpevole di aver mostrato a Sanremo la marca dello slip (pubblicità occulta). Ultima è arrivata la richiesta di sequestrare il voto di Sanremo.  ULTIMO DEI TRIBUNI Amico dei potenti -tra i quali il presidente dell’ Antitrust Catricalà, – , televisivamente nato con Emanuela Falcetti, astuto gestore di se stesso, Rienzi come l’ omonimo dell’ opera di Wagner è l’ ultimo dei tribuni perennemente in grado di catalizzare l’ attenzione dei popoli. E della stampa. Il fatto che ci sia riuscito anche stavolta è un po’ seccante…
 
 

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