18 Settembre 2017

Dieselgate, un killer silenzioso: 1.250 morti l’anno in Italia

 

 

 

Un killer silenzioso e letale, che in Italia ha causato circa 1.250 morti in un anno. Stiamo parlando del surplus di emissioni dei veicoli diesel, più alto rispetto a quanto dichiarato dalle case automobilistiche, come avvenuto nel caso Dieselgate che ha scatenato la bufera sulla Volkswagen.

A trasformare in dati gli effetti di questa pratica scorretta sono stati l’Istituto meteorologico norvegese e l’istituto internazionale Iiasa, in uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters. Una ricerca in cui emerge come l’Italia sia uno dei Paesi europei più colpiti da questo ‘assassino invisibile’.

Secondo lo studio, nei 28 Pesi dell’Unione Europea (con l’aggiunta di Norvegia e Svizzera) ci sono ogni anno 425mila decessi riconducibili all’inquinamento dell’aria. Quasi 10mila di queste vittime sono attribuibili alle emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel, di cui la metà sono collegabili alle emissioni in eccesso rispetto ai limiti dichiarati dalle aziende.

L’Italia è il Paese con il più alto tasso di morti premature attribuibili alle polveri sottili generate dai veicoli. Secondo lo studio norvegese sarebbero 2.810 i morti ogni anno, di cui 1.250 provocati dalle emissioni in eccesso dei motori diesel. Al secondo posto di questa speciale classifica troviamo la Germania con 960 vittime annuali, seguita dalla Francia con 680 decessi.

 

Nelle zone basse di questa lista troviamo invece Norvegia, Cipro e Finlandia, tutte con meno di 50 vittime ogni anno. Secondo il commento dell’autore dello studio, Jan Eiof Jonson dell’Istituto norvegese di meteorologia, il primato dell’Italia è lo specchio di una situazione negativa legata all’inquinamento nello Stivale, concentrata soprattutto nelle regioni settentrionali, le più popolate della penisola. Molte morti si sarebbero potute evitare? Secondo lo studio sì. Se i veicoli diesel avessero rispettato le soglie come quelli a benzina, tre quarti dei decessi (circa 7.500 l’anno in Europa e quasi 2mila in Italia) non sarebbero avvenuti. Un dato su cui le grandi case automobilistiche dovrebbero riflettere.
La reazione del Codacons

Le migliaia di morti causati dalle emissioni in eccesso delle polveri sottili dei motori diesel hanno provocato anche la reazione del Codacons, che ha espresso la sua preoccupazione attraverso una nota del presidente Carlo Rienzi: “Sono anni che denunciamo la “strage degli innocenti” che si registra ogni anno in Italia a causa dello smog prodotto dalle automobili. Questo studio conferma i nostri allarmi, e dimostra come le istituzioni non abbiano fatto nulla per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria, irrespirabile in numerose città. La responsabilità di tale situazione non è solo delle case automobilistiche che alterano i dati sulle emissioni, ma è soprattutto di chi ha il dovere istituzionale di tutelare la salute dei cittadini”.

“Per tale motivo – aggiunge Rienzi – il Codacons sta studiando una azione contro lo Stato Italiano, i Comuni che superano i livelli massimi di inquinamento e le case automobilistiche che alterano i dati sulle emissioni, soggetti che saranno denunciati alle Procure della Repubblica per concorso in strage, in relazione alle rispettive responsabilità sul fronte dei morti da smog in Italia”.

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