21 Dicembre 2016

Dieselgate, trovato l’ accordo per i diesel 3 litri negli Stati Uniti

Dieselgate, trovato l’ accordo per i diesel 3 litri negli Stati Uniti
Dopo
i 14,7 miliardi di dollari ai possessori del 2.0 TDI, raggiunto il
patto con i clienti dei V6: un altro miliardo di risarcimento

Negli Stati Unit i, dopo aver siglato a ottobre un patto per risanare i 2.0 turbodiesel modificati col software “trucca emissioni” , il gruppo Volkswagen ha raggiunto un accordo con i consumatori anche per i meno numerosi V6 3.0 TDI montati su vetture di marca VW, Audi, Porsche, come ha annunciato ieri il giudice Charles Breyer a San Francisco. La portata dell’ accordo è meno drammatica rispetto ai 14,7 miliardi di dollari per le 500.000 “due litri”: la Casa tedesca pagherà un miliardo di dollari in risarcimenti agli 80 mila proprietari, come stimato dall’ agenzia di protezione ambientale statunitense Epa in base all’ accordo raggiunto. Altri 225 milioni di dollari, invece, andranno in un fondo per compensare le emissioni diesel in eccesso. La vicenda ” dieselgate “, scoppiata a settembre 2015 proprio a seguito di un’ inchiesta dell’ Epa, sembra giungere a conclusione su alcuni fronti: chiusi quasi contemporaneamente quello americano , anche se il dipartimento di Giustizia non ha ancora chiuso l’ investigazione, parzialmente quello canadese ( accordo raggiunto con i clienti sui 2.0 TDI, non ancora sui 3.0 ) e quello europeo . L’ Autorità federale tedesca per i Trasporti Kba ha approvato l’ aggiornamento per tutti i motori coinvolti. I richiami, già avviati, proseguiranno in tutta Europa, e secondo quanto riporta Volkswagen nella nota ufficiale diffusa oggi, per la Kba “l’ implementazione delle soluzioni tecniche per i modelli interessati non comporterà alcun effetto peggiorativo su consumi di carburante, prestazioni del motore o emissioni acustiche”. Prosegue intanto in Italia l’ indagine che la Procura della Repubblica di Verona , con il pm Marco Zenatelli , sta conducendo per il reato di frode in commercio nei confronti di Volkswagen, su segnalazione della Codacons . L’ indagine ha come oggetto otto tipi di automobili Volkswagen: il pm ha chiesto ad un ingegnere, dice l’ associazione, “di accertare i valori delle emissioni prima e dopo gli interventi di richiamo sulle autovetture, ed eventuali differenze con i dati comunicati da Volkswagen al momento della commercializzazione dei mezzi. Verifiche in parte già eseguite, e dalle quali è emerso che ‘parte dei veicoli presentano valori delle e missioni NOx superiori a quelli previsti dalla normativa per la corrispondente classe di inquinamento (Euro 5)’, come scrive il Pm Zenatelli”. Pm che ora ha chiesto l’ incidente probatorio considerata la possibile irripetibilità dei test e l’ eccessiva durata di una eventuale perizia in contraddittorio. Alcuni diritti riservati.

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