5 Settembre 2017

Dieselgate, scocca l’ ora dei periti Pool di esperti per testare le auto

domani al via il mega incidente probatorio al politecnico di torino
VERONA Dieselgate e presunte emissioni «truccate»: esattamente due anni dopo i sequestri delle vetture incriminate e gli avvisi di garanzia ai vertici di Volkswagen Group Italia scattati dalla procura di Verona, domani pomeriggio l’ inchiesta coordinata dal pm Marco Zenatelli farà segnare un appuntamento decisivo per gli esiti delle indagini. A partire dalle ore 14.30 presso il Politecnico di Torino verrà aperto infatti l’ incidente probatorio: in concreto, l’ accusa ha disposto una consulenza tecnica d’ ufficio su 8 auto del gruppo oggetto di richiamo per gli annunciati interventi di aggiornamento delle centraline, chiedendo a esperti del settore di «accertare i valori delle emissioni prima e dopo gli interventi di richiamo, ed eventuali differenze con i dati comunicati da Volkswagen al momento della commercializzazione dei mezzi». Considerata l’ irripetibilità dei test su tali automobili dopo gli interventi di richiamo del costruttore, e «ritenuto che si impone per consentire la formulazione di una compiuta e corretta ipotesi accusatoria nei confronti degli indagati, lo svolgimento di una perizia in contraddittorio con le parti avente ad oggetto il medesimo tema della consulenza tecnica già disposta», il pm ha dunque chiesto di «procedersi con incidente probatorio in ordine alla prova di cui sopra nei confronti delle persone sottoposte ad indagini». Domani saranno presenti i periti nominati dal gip del Tribunale di Verona, Raffaele Ferraro, vale a dire l’ ingegnere Giovanni Cipolla e i collega Filippo Manfredi.Per il Codacons, l’ associazione che rappresenta miglia di proprietari delle auto finite nell’ occhio del ciclone, parteciperanno alle operazioni peritali i professori Bruno Neri e Sergio Saponara dell’ Università di Pisa, che hanno già depositato una loro istanza in occasione del conferimento dell’ incarico. «Finalmente, dopo oltre due anni dall’ apertura del cosiddetto Dieselgate, sarà possibile effettuare, per la prima volta in Italia, un test dirimente e raccogliere informazioni certe, utilizzabili in un procedimento giudiziario», afferma per Codacons il presidente Carlo Rienzi.E aggiunge: «Tutto ciò al fine di stabilire se nelle autovetture equipaggiate col motore EA189 di produzione Volkswagen sia stato effettivamente utilizzato un “defeat device” o “dispositivo di manipolazione”. Si tratta di un “accorgimento”, inequivocabilmente definito dalle norme e assolutamente proibito dalle stesse, che fa sì che alcune caratteristiche di funzionamento del veicolo, in questo caso le emissioni di NOx, risultino significativamente modificate durante i test».

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