30 Maggio 2018

Dieselgate: pm, periti e avvocati a confronto 4 ore dal gip Chieste «le prove su strada»

VERONA (la.ted.) Seconda puntata ieri davanti al gip Raffaele Ferraro per l’ interminabile incidente probatorio connesso al caso Dieselgate, le presunte «emissioni taroccate» su alcune vetture a marchio Volkswagen. Sotto inchiesta a Verona ci sono sei persone, tutte indagate per frode in commercio, mentre la maxi inchiesta su scala nazionale coordinata dal pm Marco Zenatelli annovera finora duemila parti offese. Quella di ieri è stata un’ udienza fiume, che da mezzogiorno è finita quasi alle 16: in ballo, c’ è la richiesta al giudice di far effettuare i test sulle auto «non solo su rulli ma anche su strada». Istanza a cui il gip risponderà nelle prossime settimane, mentre un mese fa l’ associazione Codacons che rappresenta decine di migliaia di automobilisti aveva chiesto di «ordinare al colosso automobilistico l’ esibizione del software incriminato, utilizzando lo strumento della rogatoria internazionale». Un software, il «defeat device», sospettato da Codacons di «poter alterare i parametri di funzionamento del motore durante le prove su rulli».

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