20 Gennaio 2016

Dieselgate, la Renault «richiama» 700mila auto

Dieselgate, la Renault «richiama» 700mila auto

PARIGI Dopo la Wolkswagen, lo scandalo delle emissioni truccate investe un altro colosso automobilistico. Stavolta nel mirino c’ è la Renault: la casa francese potrebbe richiamare fino a circa 700 mila auto per il mancato rispetto dei limiti alle emissioni inquinanti dei motori, in particolare per i livelli di ossido di azoto. Lo ha detto il manager Thierry Bolloré, sottolineando che le misure definitive saranno annunciate a marzo. In un briefing presso la sede Reanult di Parigi, Bolloré ha spiegato ai giornalisti che le modifiche ai motori, che saranno svolte aggiornando un software, saranno disponibili per le ultime generazioni di motori Euro6 diesel. I controlli per le eventuali messe a norma dovrebbero partire a luglio. Bolloré ha ammesso che la casa francese, di cui lo Stato detiene una quota, deve risolvere qualche problema in materia di emissioni. Bolloré, secondo nelle gerarchie solo all’ a.d. Carlos Ghosn, aveva già annunciato il mese scorso l’ intenzione di Renault di investire per migliorare le proprie prestazioni in materia di emissioni di ossido di azoto. La casa ha stanziato 50 milioni di euro per migliorare i diesel attuali, accelerando lo sviluppo a 3 da 5 anni dei nuovi Euro 6D di nuova generazione, per cui verranno spesi in totale 1,2 miliardi di euro. Separatamente Renault ha confermato quanto annunciato dalla ministra dell’ Ecologia francese, Segolene Royal, che aveva annunciato un richiamo per oltre 15 mila auto del gruppo per la questione delle emissioni. Un problema al processore del motore del mini-Suv Captur porta le emissioni di ossidi di azoto a salire. Il veicolo viene assemblato nella fabbrica spagnola di Valladolid. Intanto affila le armi legali il Codacons sulla vicenda dei motori Renault. «Se le accuse nei confronti della casa automobilistica troveranno conferma – spiega l’ associazione – saranno inevitabili azioni legali da parte nostra, al pari di quanto fatto per il caso Volkswagen». «Occorre ora capire se si è di fronte ad illeciti, di quale natura e quali soggetti siano coinvolti – continua il Codacons -. Se emergeranno responsabilità da parte della Renault e il coinvolgimento di autovetture circolanti nel nostro paese, daremo vita ad una nuova class action, analoga a quella presentata a Venezia per il dieselgate Volkswagen, chiedendo un equo risarcimento danni in favore degli automobilisti italiani». Da parte sua la Renault italia ha smentito «categoricamente il richiamo di 700 mila auto».
 
 
 

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