29 Marzo 2019

Dieselgate, i periti: «Alterati i software»

VERONA Dieselgate e scandalo emissioni «truccate», finora lo si sospettava ma da ieri i periti del giudice lo hanno stabilito con certezza: anche in Italia, come già appurato negli Usa e in Germania, vennero «manomessi», «alterati», «truccati», i software a bordo di migliaia – il totale secondo l’ accusa si aggirerebbe sui 150 mila esemplari – di vetture a marchio Volkswagen. La «sentenza» dei periti che erano stati nominati dal gip Raffaele Ferraro – si tratta degli ingegneri Giovanni Cipolla e Filippo Manfredi – è giunta alle 15 di ieri quando, al termine di un’ udienza iniziata alle 11, si è definitivamente concluso un incidente probatorio che durava da oltre due anni. È dall’ ottobre 2015 che il pm Marco Zenatelli, a cui sono confluite per competenza territoriale (Volkswagen Group Italia ha sede in via Gumpert al Quadrante Europa) migliaia di denunce dall’ intera penisola, contesta la frode in commercio a sei indagati. E, adesso che si è finalmente chiuso l’ incidente probatorio, spetterà proprio al pm decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio e confermare le accuse iniziali: i motori delle vetture «incriminate» venivano infatti realizzati in Germania, mentre Volkswagen Group Italia si occupa di commercializzarle nel nostro Paese. Bisognerà quindi dimostrare se i sei indagati fossero o meno a conoscenza della manomissione dei dispositivi, e se abbiano dunque agito oppure no con dolo.«Quella appena stabilita dai periti del gip è una verità clamorosa – ha subito esultato ieri dopo l’ udienza il Codacons, parte offesa in rappresentanza di migliaia di automobilisti -. L’ incidete probatorio ha accertato in modo indiscutibile l’ esistenza di un “defeat device”, o dispositivo di manipolazione, in tutte le autovetture sequestrate. Si tratta di una modalità di intervento sul funzionamento del motore che il Kba tedesco ha classificato come illegale. In alcuni modelli di autovettura è stato osservato un aumento dei consumi evidente anche se non quantificabile con totale accuratezza dopo i richiami eseguiti dalla Volkswagen. É anche emersa nella discussione, a fronte delle domande dei legali Codacons, la possibilità che le operazioni di richiamo messe in atto dalla casa automobilistica possano avere conseguenze negative sulla affidabilità, in termini di maggiore frequenza di guasti e di un aumento dei costi di manutenzione a carico dei proprietari.Grazie a questa perizia si apre ora la strada ai risarcimenti in favore dei proprietari delle auto coinvolte nello scandalo, poiché è stata accertata in modo definitivo la manomissione delle emissioni e, quindi, il danno subito dagli automobilisti che ora rivolgendosi a noi potranno costituirsi parte civile. E mentre i periti del Tribunale accertano le alterazioni delle emissioni – conclude il Codacons – il Governo italiano non ha ancora adottato alcun provvedimento contro Volkswagen, e l’ Italia resta l’ unico paese a non avere elevato multe nei confronti della casa automobilistica». Ma questo è un altro capitolo.
laura tedesco

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox