29 Aprile 2016

Dieselgate, Consumatori: “No al diktat di Volkswagen”

Dieselgate, Consumatori: “No al diktat di Volkswagen”

 
Consumatori e Volkswagen Italia ai ferri corti sul caso Dieselgate. Di più: era previsto per oggi un incontro fra le associazioni del Cncu e l’ amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia, Massimo Nordio, per valutare la possibilità di un accordo quadro transattivo a favore di tutti gli automobilisti italiani vittime del Dieselgate. Ma dalle associazioni è arrivato il rifiuto a partecipare. L’ accusa: l’ azienda ha chiesto la sottoscrizione di una serie di condizioni di riservatezza e confidenzialità che finiscono per ridurre al silenzio l’ attività delle stesse associazioni. Che quindi sferzano: “No al diktat di Volkswagen”. Un primo incontro c’ era già stato lo scorso 21 gennaio – in realtà non proprio esaltante, secondo quanto raccontato dall’ Unione Nazionale Consumatori che aveva già allora parlato di risposte evasive da parte della casa automobilistica. Era invece prevista per oggi una nuova riunione fra Volkswagen Group Italia e UNC, Cittadinanzattiva, Codacons e Movimento Consumatori. Ma è saltato tutto: le associazioni hanno rifiutato di partecipare a un “incontro capestro” col gruppo. E annunciano che, a fronte del fallimento delle trattative con la casa automobilistica, “si riservano le più ampie azioni giudiziarie” per la tutela degli automobilisti italiani. Per quale motivo? Eccolo spiegato in una nota: “La casa automobilistica ha inaspettatamente posto nuove condizioni, inaccettabili ed assurde, per prendere parte all’ incontro. Un papiro di 3 pagine, infatti, è giunto alle associazioni di consumatori, obbligate a sottoscriverlo come precondizione per la partecipazione. Un impegno di confidenzialità e riservatezza che vincola al silenzio le associazioni di consumatori per ben 3 anni , “indipendentemente dall’ eventuale cessazione per qualsiasi ragione del dialogo con VWGI” , per tutte le informazioni che dovessero emergere nel corso dell’ audizione. Un divieto a “utilizzare quanto esposto, presentato e comunque appreso in quella sede” che non ha come limite nemmeno la tutela del consumatore. Alle associazioni è vietato utilizzare le informazioni anche “in relazione ad azioni giudiziali o per comunicazioni in qualunque modo espresse ad Autorità di regolamentazione o della concorrenza nazionali, estere o sovranazionali o aventi a qualunque titolo competenza per i profili connessi alla tematica delle c.d. presunte alterazioni dei dati sulle emissioni inquinanti “. Le condizioni non sono finite qui. I Consumatori denunciano infatti che anche per eventuali future inchieste, Volkswagen richiede informazioni scritte alle associazioni su quanto detto alle autorità. ” Ma la condizione più assurda è che, persino a fronte di un provvedimento della pubblica autorità che ordina all’ associazione di fornire le informazioni, l’ associazione è obbligata ad informare per iscritto la Volkswagen “in modo tale da consentire a VWGI di adottare appropriate misure precauzionali” – spiega la nota dei Consumatori – In ogni caso la rivelazione dovrà essere limitata al minimo richiesto dalla normativa applicabile affinché si possa essere ritenuti adempienti agli obblighi imposti dalla medesima”. Come dire, una sorta di richiesta di complicità anche a fronte di eventuali misfatti che dovessero emergere nel corso dell’ audizione o in future inchieste giudiziarie”. Per questo Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Movimento Consumatori e Cittadinanzattiva hanno rifiutato di partecipare a quello che viene definito come “incontro capestro” previsto per questa mattina, “non accettando diktat che costituirebbero una resa rispetto ai doveri deontologici e statutari di un’ associazione di consumatori, oltre che una violazione degli obblighi che derivano dal Codice del consumo, a cominciare da quello di dover tutelare gli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti. Un no ad una richiesta di abiura posta da Volkswagen Group Italia come conditio sine qua non per poter incontrare chi rappresenta i loro clienti e che, quindi, qualifica l’ azienda”.

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