19 Gennaio 2017

Dieselgate, class action in tribunale

Dieselgate, class action in tribunale
Domani in aula a Venezia la causa collettiva del Codacons. Oltre 5mila pronti ad aderire

 

VERONA Class action Dieselgate: domani è il giorno della verità. Oltre cinquemila automobilisti, tutti coinvolti loro malgrado nello scandalo delle presunte emissioni «truccate» e tutti assistiti dall’ ufficio legale del Codacons e nello specifico dall’ avvocato Marco Ramadori, attendono in febbrile attesa la decisione dei giudici lagunari: starà a loro per competenza territoriale, infatti, decretare se verrà o meno ammessa contro le sedi tedesca e veronese del colosso automobilistico. A promuoverla è il Codacons e gli oltre cinquemila automobilisti che si sono già rivolti all’ associazione attendono il verdetto dei magistrati: nel caso in cui la class action ne superasse il vaglio, infatti, potranno aderire al contenzioso in forma gratuita. «Si tratta di un’ azione legale che – spiega l’ avvocato Ramadori – trova fondamento in due interessi, entrambi meritevoli di tutela e soprattutto, pur nelle loro diverse sfaccettature, caratterizzati da una loro omogeneità». In particolare gli interessi gravemente lesi dalla Volkswagen sarebbero la responsabilità ex contractu per violazione delle norme su correttezza e buonafede; l’ inadempimento contrattuale; la diversità del bene venduto rispetto quello voluto e l’ elusione norme sulla concorrenza. Meritevole di tutela risulterebbe quindi la posizione del consumatore vittima (in caso di accertata responsabilità della Volkswagen) di «pratiche commerciali scorrette, di pubblicità ingannevole ed aggressiva per occultamento fraudolento di dati inerenti il rispetto delle norme che impongono limiti massimi di emissione». Secondo l’ analisi dell’ ufficio legale di Codacons, «l’ inadempimento contrattuale, è ravvisabile nell’ aver, la Volkswagen, venduto un mezzo diverso da quello richiesto dal consumatore, in quanto del tutto privo dei requisiti essenziali per la sua corretta individuazione». In altre parole, secondo l’ associazione, Volkswagen «nei confronti dei consumatori suoi partner contrattuali si è resa gravemente ed inescusabilmente protagonista debba essere qualificato come un inadempimento contrattuale» rispetto a quanto previsto dal codice civile. Ma per i proponenti della class class action «la condotta posta in essere dalla Volkswagen integrerebbe anche la violazione degli articoli 20, 21 e 23 del Codice del consum0». Non è finita qui, perché domani davanti ai giudici si parlerà anche di «responsabilità per violazione del diritto ad un ambiente salubre» dato che Volkswagen, «vendendo mezzi apparentemente in conformità – ma di fatto in violazione – delle previsioni sopra richiamate sul rispetto dei limiti delle emissioni – sostiene l’ associazione – ha determinato, per il tramite dell’ utente inconsapevolmente coinvolto, l’ immissione di sostanze tossiche nell’ atmosfera determinando, così, un pregiudizio ambientale e per la salute umana». Se domani i giudici diranno sì, i proprietari di vetture del gruppo Volkswagen coinvolte nello scandalo potranno formalmente aderire alla class action e chiedere il risarcimento dei danni subiti in relazione agli «illeciti contestati, alla perdita di valore dell’ automobile, al danno esistenziale da inquinamento involontario, ad eventuali richiami delle vetture, per un importo compreso tra 10mila e 50mila euro ad automobilista».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox