27 Settembre 2015

Diesel «truccati», in Italia coinvolti un milione di veicoli

Diesel «truccati», in Italia coinvolti un milione di veicoli

Lo rivela il viceministro Nencini. Numeri certi entro la fine dell’ anno Bianca Di Giovanni In Italia circa un milione di motori diesel «truccati». Così lo scandalo Volkswagen entra anche sulle strade del nostro Paese. Ad annunciare le stime il vicemninistro ai Trasporti Riccardo Nencini. «Una previsione di massima indica circa un milione di veicoli coinvolti – ha dichiarato ieri – Sono in corso controlli per verificare il danno provocato anche in Italia». Numeri precisi potrebbero arrivare entro la fine dell’ anno. Il viceministro si è augurato che Volkswagen risolva presto i sui problemi. «Vedo che si sta muovendo con grande celerità – ha detto – ha cambiato i vertici nel giro di poche ore». Nonostante questo il «Dieselgate» pesa come un macigno sull’ intera nazione tedesca, sull’ immagine del «made in Germany» (come ha osservato l’ altroieri il presidente della Bundesbank Jens Weidmann) e persino sui rapporti diplomatici tra le cancellerie. Lo fa capire la battuta dello stesso Nencini. «È stato un anno in chiaroscuro per la Germania – ha detto – ad aprile la Deutsche Bank ha pattuito una sanzione di due miliardi e mezzo di euro per aver truccato i dati del Libor. Ora il caso Volkswagen. Mi viene in mente una battuta di Pietro Nenni: “Attenzione c’ è sempre uno più puro che ti epura”». A gettare acqua sul fuoco è il ministro degli Esteri Psolo Gentiloni. «La vicenda della Volkswagen per la Germania è devastante al di là dei suoi risvolti economici – ha detto – Tutto dobbiamo manifestare tranne che la Schadenfreude, cioè la felicità per le disavventure dei tuoi competitori». Uno scandalo di queste proporzioni, infatti, «è un duro colpo alla fiducia», ha aggiunto il ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan. «Se la fiducia viene intaccata la propensione all’ investimento si indeboliscw – ha aggiunto – e le famiglie faranno un ragionamento analogo». Proprio a Wolfsburg sono consapevoli del potenziale distruttivvo dello scandalo. Tanto che, dopo la defenestrazione di Martin Winterkorn decisa a stretto giro di scandalo (anche se dopo lunghe e sofferte ore di consiglio), la casa automobilistica annuncia la sua prima misura pro-consu mato ri : un piano per intervenire sugli 11 milioni di auto coinvolte dallo scandalo del «defeat device», il software con cui la casa automobilistica ha falsato i test sulle emissioni. Gli interventi saranno gratuiti e i clienti saranno chiamati uno a uno. Undici milioni di «servizi a domicilio» per riconquistare la credibilità perduta. Anche il governo si muove per «gestire» le conseguenze dello scandalo. Secondo indiscrrzioni stampa, l’ esecutivo starebbe pensando di introdurre e potenziare lo strumento della «class action». Lo avrebbe detto il segretario per la tutela dei Consumatori presso il ministero della Giustizia. Entro l’ inizio del 2016 dovrebbe essere approntato un disegno di legge, che darebbe anche alle associazioni dei consumatori più poter per chiedere risarcimenti. Intanto in tutto il mondo si apre il difficile capitolo dei controlli, e della verifica delle responsabilità. Da Bruxelles arriva la replica alle indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, che riportava l’ allarme lanciato dall’ Ue già due anni fa sul rischio di manipolazione dei test. Il portavoce della Commissione ha chiarito che i ricercatori Ue hanno misurato solo le emissioni delle auto, non i motori cui non avevano accesso, scoprendo gas in laboratorio diversi da quelli su strada: una cosa nota che ha portato la Ue a introdurre test su strada dal 2016. Il portavoce ha poi ricordato che spetta agli Stati membri, e non a Bruxelles, verificare software incriminati come quello di Volkswagen. In Italia sono in preparazione controlli a campione su almeno mille auto, mentre il ministero delle Infrastrutture e trasporti attende dalla Germania un aggiornamento sui modelli incriminati in quella che il premier Matteo Renzi ha definito «una truffa». Il Codacons chiede il blocco dellem vendite di auto Diesel. In Svizzera si è istitutita una task force per le indagini, e il governo i riserva uno stop alle vendite dei modelli sospetti e potrebbe richiamare le auto in circolazione. Anche in Gran Bretagna è stato avviato un nuovo round di test di laboratorio sulle emissioni, mentre la Francia faràcontrolli a campione su 100 auto. In America, dove lo scandalo è stato scoperto, diversi Stati si preparano a una causa, inclusa una class action.
 

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