28 Febbraio 2018

Diesel Raggi: «Via da Roma dal 2024». E in Germania subito

la sindaca decreta la svolta nella capitale, ma scoppia la polemica sui bus. la corte di lipsia: «le città possono mettere il veto»
ROMA Stop ai diesel nel centro di Roma. La misura, che punta ad abbassare le soglie di inquinamento in città, è stata annunciata dalla sindaca Virginia Raggi. Di ritorno da Città del Messico, dove ha preso parte all’ iniziativa «Women4Climate» Raggi, dribblate le polemiche sulla neve a Roma («noi facciamo i fatti», ha detto) ieri ha reso noto lo stop ai diesel dal 2024. Una misura ambientale anche in considerazione dei «fenomeni estremi» sul fronte del clima che si verificano «sempre più spesso», citando anche le «nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’ Italia» e la Capitale. «Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea», ha ag giunto Raggi. La notizia arriva a Roma nello stesso giorno della decisione del tribunale amministrativo di Lipsia che consente alle città tedesche di vietare le auto a diesel per migliorare la qualità dell’ aria. E nella stessa direzione va la sfida della Città Eterna. Che, a stretto giro, incassa il plauso del candidato premier del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio: «Se vogliamo intervenire seriamente dobbiamo avere il coraggio di adottare misure forti. Avanti così, Virginia Raggi». Critico, invece, Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e tra i promotori della Lista Insieme, che pur sottolineando come la situazione dello smog nella Capitale» sia «drammatica» bacchetta: «I post sui so cial non hanno alcun valore. Attendiamo atti amministrativi vincolanti formali». «La misura prevista fra sei anni riguarda solo le auto private. Che ne farà dei bus diesel, quasi 1.500 sui 2.000 circolanti a Roma? Solo 378 sono quelli alimentati a metano», puntano il dito anche dal Pd. L’ obiettivo del «superamento definitivo della combustione fossile» soddisfa invece il Gruppo Sapio, tra i maggiori produttori europei di gas tecnici (in particolare idrogeno). E anche Greenpeace che «ri 1500 I BUS DIESEL A ROMA 378 QUELLI A METANO tiene che quella lanciata dalla giunta Raggi sia una sfida positiva, che deve essere raccolta anche da altre città italiane». Ieri la sindaca ha illustrato così ai partecipanti del vertice C40 la situazione e le prospettive di Roma: «Nella mia città ci sono 2,3 milioni di veicoli privati, che vuol dire 840 ogni 1000 abitanti, di questi circa 612 sono automobili. E il confronto con le altre capitali europee non è molto buono: il numero di auto ogni 1000 abitanti nel 2016 era 517 a Madrid, 360 a Londra e a Berlino 237. Posso dire che abbiamo un grande problema». Di qui, la volontà di investire in «trasporti pubblici e sostenibili, car sharing, bike sharing e mobilità elettrica». «In linea teorica siamo d’ accordo – il commento dell’ associazione dei consumatori Codacons – ma la misura annunciata oggi dal sindaco di Roma rischia di aprire un gigantesco contenzioso con danni economici enormi per il Comune perché non c’ è una legge nazionale». Milano, che già ha vietato i diesel in centro, sarà invece tutta diesel free nel 2030. Intanto sul diesel è svolta anche in Germania. Le città tedesche potranno vietare d’ ora in poi la circolazione di auto diesel per far rientrare i valori delle emissioni, senza aspettare una legge federale: l’ attesa sentenza del Tribunale amministrativo federale di Lipsia (il consiglio di Stato tedesco) è arrivata ieri e, come prevedibile, ha diviso il Paese. Milioni di cittadini proprietari dei veicoli in questione temono di perdere di fatto l’ auto, in prospettiva. Anche perché il giudice non ha contemplato alcuna misura risarcitoria: «Certe perdite andranno messe in conto», si legge nella sentenza. Mentre l’ organizzazione ambientalista Deutsche Umwelthilfe, che ha promosso il procedimento legale originario contro Duesseldorf e Stoccarda, esulta: «E’ una bella giornata per l’ aria pulita e una debacle per la politica del governo della Grosse Koalition, che si era schierata completamente con l’ industria dell’ auto». Tecnicamente, il giudizio del Tribunale federale – che ha respinto un ricorso delle amministrazioni regionali del Nordreno-Westfalia e del Baden-Wuerttemberg – vale soltanto per le due città in giudizio, Duesseldorf e Stoccarda. Ma stabilisce un principio che avrà i suoi effetti anche su altri comuni, anche perché sono molte le cause aperte in decine di città tedesche: i primi che potrebbero far ricorso alla misura sono gli amministratori locali di Amburgo, ad aprile. Chi teme invece che la sentenza possa affossare l’ industria dell’ auto, con contraccolpi sull’ economia del paese, ha sottolineato il principio di «proporzionalità» dettato dal Tribunale. emissioni, senza energie fossili, centri urbani in cui i motori a scoppio, come il diesel, verranno banditi dalla circolazione entro il 2030. Il no al diesel è stato annunciato anche da Norvegia e India mentre negli Usa auto a gasolio sono meno dell’ 1%. La Cina punta entro il 2025 ad avere un quinto delle vendite di auto «green». Le case automobilistiche cercano di riorientare la produzione. Una decisione che avrebbe origine sia nel crollo della domanda sia nell’ aumento dei costi di circa il 20% per sviluppare tecnologie dei diesel che rispettino i target sulle emissioni.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this