16 Maggio 2008

Diesel e verde allo stesso prezzo: 1,486

Benzina, una corsa senza fine. L`Antitrust prepara un documento per il governo sulle liberalizzazioni
Diesel e verde allo stesso prezzo: 1,486

ROMA – Procede senza freni la corsa dei carburanti. E per la prima volta il gasolio raggiunge la benzina. Annullando quel differenziale che, per anni, aveva fatto del diesel il carburante più vantaggioso per le tasche degli automobilisti. I prezzi, spinti dalle quotazioni del petrolio, anche ieri hanno fatto registrare un nuovo record. La benzina si è spinta fino a quota 1,486 euro al litro nei distributori Total e Q8. Non solo. La Q8 ha fatto salire allo stesso livello anche il gasolio. Per la prima volta, quindi, il prezzo finale della diesel e quello della verde sono uguali. Da mesi il gasolio è, per così dire, in gara con la benzina. Il prezzo del diesel, infatti, che per anni è stato inferiore a quello della verde con margini di vantaggio tra i 18-20 centesimi al litro tra il 2003 e il 2007 (seppure scendendo in alcuni frangenti al di sotto di questa forbice), negli ultimi mesi si è messo a galoppare a un passo più svelto. Tanto che a metà marzo la differenza con la benzina scese. in un caso, fino a 2 centesimi. Ieri, per la prima volta, i due prezzi si sono trovati allineati. Il nodo carburanti resta così di primissimo piano. E a breve tornerà ad occuparsene anche l`Antitrust, in una prossima segnalazione al governo. Un documento che farà il punto a 360 gradi sullo “stato delle liberalizzazioni e l`impatto della regolazione sull`economia del Paese“. La segnalazione non riguarderà i prezzi della benzina ma conterrà uno specifico capitolo dedicato a problemi della rete di distribuzione dei carburanti e a quelli dello stoccaggio. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente dell`Authority per la concorrenza ed il mercato, Antonio Catricalà. La liberalizzazione della rete era uno dei tasselli contenuti in uno dei pacchetti liberalizzazioni a firma Bersani, che poi si è “incagliato“ al Senato e nella scorsa legislatura non è giunto ad approvazione definitiva. Il provvedimento mirava a far entrare nuovi soggetti della rete distributiva, in particolare la grande distribuzione, ad avere orari di apertura più flessibili, ad abolire vincoli che l`ex ministro dello Sviluppo ha sempre definito “anacronistici“, come le distanze minime tra gli impianti. Misure che, in definitiva, puntavano ad aprire il mercato e, per questa via, a far scendere i prezzi. Misure che provocarono anche dure reazione dei gestori, che per protesta proclamarono più di una serrata. Nel 2007 anche lo stesso l`Antitrust era sceso in campo in tema carburanti. In quel caso, nel mirino del Garante erano finite nove compagnie petrolifere per un`ipotesi di cartello sui prezzi. Una vicenda che si è chiusa con gli impegni che gli stessi petrolieri hanno assunto e che il Garante ha reso vincolati. Su questo fronte, “continuiamo a vigilare – ha detto ieri Catricalà – ma per ora non abbiamo rilevato nessuna inosservanza. Certo – ha aggiunto – aumenti del petrolio“, come quelli in atto in questa fase, “sono un vero terremoto e qualunque cosa si sia fatta per un mercato più equo, diventa rovina“. Le associazioni dei consumatori accolgono positivamente l`iniziativa dell`Antitrust. “Accogliamo ovviamente con favore questa decisione – dichiara in una nota Federconsumatori – in quanto da tempo sosteniamo sia necessaria l`apertura del settore della distribuzione dei carburanti a nuovi soggetti imprenditoriali, quali la grande distribuzione“. L`Adoc propone, inoltre, “l`apertura di impianti di distribuzione privi di marchio, anche nei centri commerciali“ ed evidenzia la necessità di “fare pressione sui petrolieri affinchè si determini una vera concorrenza“. Meno ottimista, invece, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, secondo il quale è “positiva l`iniziativa dell`Antitrust, ma con le segnalazioni al Governo, purtroppo, non si arriva da nessuna parte“. “Più che segnalazioni – continua Rienzi – servirebbero severe sanzioni contro le speculazioni, una seria e approfondita analisi circa la distribuzione dei carburanti in Italia e modifiche normative radicali“.

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