20 Ottobre 2021

Diesel, arriva la stangata che mette in ginocchio l’Italia

Saranno penalizzati gli automobilisti con un’auto diesel. Sta prendendo corpo l’ipotesi di colpire duramente il gasolio, almeno sotto l’aspetto fiscale. A pagare dazio di questa infausta decisione del Governo, saranno sicuramente quanti sono in possesso di una macchina diesel, ma anche i consumatori che andranno a fare la spesa al supermercato o nel negozio sotto casa, nei quali le merci sono portate con veicoli diesel. La penalizzazione fiscale del gasolio è figlia di una decisione ritenuta ingiusta: godrebbe delle facilitazioni indebite, che non dovrebbero essere più erogate nel momento in cui si volesse passare a forme di mobilità che siano meno dipendenti dall’energia fossile.

Roberto Cingolani, Ministro della Transazione Ecologica, avrebbe intenzione di attuare un progetto che è nell’aria da molto tempo nel mondo della politica, e che prevede di abolire tutte le agevolazioni che starebbero favorendo l’utilizzo di prodotti energetici, che sono comunque considerati inquinanti. Il gasolio, utilizzato per i mezzi diesel per autotrazione, sarebbe proprio uno di questi. L’intenzione è quella di eliminare il trattamento preferenziale che il gasolio (che al momento costa meno alla pompa) avrebbe rispetto alla benzina, allineando il costo dei due prodotti. A questo punto sarebbe unicamente il mercato a definire il loro costo.
Gasolio, come penalizzare la vendita delle auto!

Senza dubbio una scelta di questo genere andrebbe a penalizzare in maniera molto pesante la vendita delle auto diesel. La quota di mercato di questo segmento si è ridotta, nel corso dell’ultimo anno dal 35% al 21% (dati di agosto 2021 su agosto 2020). Purtroppo la decisione di andare ad aumentare il prezzo del gasolio si va ad inserire in un momento in cui i prezzi dei prodotti petroliferi stanno lievitando. Materie prime e trasporti stanno facendo crescere l’inflazione e continuano ad infierire sulle tasche dei consumatori. Una scelta che andrebbe ad incidere anche sul parco auto delle aziende, che è prevalentemente orientato verso le auto diesel per le lunghe percorrenze. Un scelta che andrebbe ad incidere pesantemente sui costi della mobilità ai fini professionali.

Sostanzialmente, comunque, Roberto Cingolati ha confermato la propria posizione e ha dichiarato:

La soppressione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi è una cosa che dobbiamo fare, che non è più negoziabile. Tuttavia non si devono creare scompensi sociali che sarebbero, in questo momento, quanto mai duri per categorie che peraltro hanno già subito il lungo periodo Covid. Le riflessioni che stiamo sviluppando sui sussidi ambientalmente dannosi sono di dare un segnale non ambiguo, e dunque vanno rimossi, però si tratta di circa 19 miliardi, sono cifre importanti, e quindi dobbiamo tentare delle operazioni di intelligente redistribuzione. Un esempio: se noi riduciamo o annulliamo il SAD di supporto a certi carburanti fossili, questo potrebbe, in larga misura, andare a compensare per esempio i costi del lavoro del piccolo trasportatore, che paga di più il carburante ma avere un vantaggio fiscale, sul cuneo fiscale o sulla sua dichiarazione dei redditi. Poi è da definire per quali chilometraggi, si può fare qualche algoritmo. La soppressione farebbe fare un’eccellente figura all’Italia, in termini di compliance con il Green deal europeo.

I prezzi del carburanti continuano a salire!

Purtroppo la presa di posizione del ministro Roberto Cingolati arriva in un pessimo momento. Gli Italiani devono pagare dazio ad un continuo rincaro dei prezzi del carburante. E’ proprio il momento migliore, questo, di andare ad incidere sulle tasche dei consumatori facendo lievitare il costo del gasolio? E’ il caso di ribadirlo: nel nostro paese la maggior parte delle merci viaggia su gomma. I camion sono diesel: quanto inciderà questa decisione sulla spesa che ogni settimana andremo a fare? Anche su quella della signora della porta accanto, che non ha l’auto e va ad acquistare nel negozio sotto casa. Concordiamo con la necessità della transazione ecologica, ma perché a pagarla devono essere sempre i consumatori?

Giusto per farci un’idea, proviamo ad andare a vedere quanto costa fare un pieno alla propria macchina. Stando ai dati resi noti dall’Osservatorio del Ministero dello Sviluppo Economico la benzina in modalità self service è arrivata a costare 1,728 euro al litro. Il diesel, sempre in modalità self service, costa mediamente 1,588 euro al litro. Stesso andamento lo registrano il gas metano ed il GPL: il primo ha prezzi che oscillano tra i 1,538 ed i 1,884 euro al litro, mentre il secondo si attestatra 0,807 e 0,823 euro al litro.
Diesel e benzina: i prezzi continueranno a salire!

Andando a guardare come si sta comportando il petrolio, non possiamo far altro che aspettarci che il costo della benzina e del diesel alla pompa possano aumentare. Il Codacons ha stimato che ogni singola famiglia potrebbe arrivare a spendere qualcosa come 390 euro in più ogni anno solo per fare rifornimento di carburante. Mediamente i prezzi di gasolio e benzina da ottobre 2020 ad oggi sono aumentati rispettivamente del 23,4% e del 24,3%. Costi che andremo a pagare noi consumatori non solo quando andiamo a fare il pieno, ma anche quando andiamo a fare la spesa.

Il Codacons ritiene che il Governo debba intervenire e provvedere a diminuire le accise che gravano sui carburanti e l’aliquota dell’Iva. Al contrario Roberto Cingolani starebeb approfittando della situazione per introdurre una nuova tassa sul diesel.

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