fbpx
13 Marzo 2014

Diecimila firme contro il degrado

Diecimila firme contro il degrado

In due mesi hanno raccolto già più di diecimila firme e nel giro di una settimana contano di arrivare a ventimila. Dopo le consegneranno al sindaco Giorgio Orsoni per chiedergli, com’ è scritto nella locandina appesa sui muri cittadini e alle vetrine dei negozi, di “Accendere le luci della città”. La raccolta di firme era nata sulla scia delle proteste contro l’ apertura di una farmacia comunale dentro all’ ipermercato Auchan. Ai primi di gennaio l’ operazione era stata bloccata dal Tar in seguito ad un ricorso dei farmacisti ma l’ Anla aveva colto l’ occasione per allargare la protesta contro il generale degrado del centro cittadino. L’ Associazione nazionale seniores d’ azienda ha coagulato molte altre realtà sociali ed economiche, così Anfass, Avuls, Amici del cuore, San Vincenzo mestrina, Humanitas Venetia, Codacons, Agape, Legatumori, Confcommercio e Confesercenti si sono dati da fare per distribuire i moduli con la raccolta firme. Negozi e farmacie del centro ma anche banchetti volanti nei mercati e in piazza hanno fatto il resto, «nonostante lo scetticismo sempre più forte contro iniziative che, poi, purtroppo non ottengono risposte concrete dal Comune o dalla Regione – racconta Franco Conte, segretario di Codacons e aderente ad Anla -. Nel nostro caso il successo della precedente mobilitazione per salvare i posti letto degli hospice dedicati ai malati terminali e per difendere il Policlinico San Marco e villa Salus, ci hanno aiutato e la gente continua a firmare». Dopodomani, sabato 15 marzo, ci sarà in proposito uno degli ultimi appuntamenti pubblici per raccogliere firme, davanti al civico 33 di piazza Ferretto. «Il degrado cittadino, la mancanza di sicurezza, la sensazione di deserto aumentano anche ogni volta che chiude un’ attività commerciale – affermano i promotori dell’ iniziativa -. Quando chiude un negozio è un pezzo di città che si dissolve perché i negozi di vicinato, farmacie comprese, sono luoghi di connessione tra i cittadini. E lasciare che si spengano le luci dei negozi è come spegnere la memoria storica della città, così il centro diventa dormitorio, perde l’ anima e in cambio acquista micro e marco criminalità e sbandati». Le associazioni accusano l’ Amministrazione di scoraggiare nei fatti quei commercianti «eroi» che tengono aperte le attività economiche in centro città e lottano ogni giorno contro la concorrenza degli ipermercati che già riempivano la periferia di Marghera e di Mestre ed ora la stanno soffocando. «La Giunta comunale ha pochi poteri per bloccare o rallentare la crescita dei grossi centri commerciali, questo è vero, ma spesso e volentieri anche quei pochi poteri non li ha esercitati – avevano detto a gennaio, presentando la raccolta di firme, Dario Corradi e Maurizio Franceschi di Confcommercio e Confesercenti -. Alla fine badava solo a far quadrare i bilanci incassando gli oneri di urbanizzazione». La campagna “Accendiamo le luci della città” vuole dire al Comune che è giunto il momento di cambiare strada e di smetterla di voler aiutare i cittadini e soprattutto gli anziani, i più colpiti dalla crisi, portando il tram o il bus fino agli ipermercati. «Così si uccide il centro». © riproduzione riservata.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox