Dieci rinvii a giudizio. Interdetto Gargano
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fonte:
- Il Tempo
L`ex assessore condannato col patteggiamento a quattro anni e quattro mesi
DIECI rinvii a giudizio e una condanna in patteggiamento di 4 anni e 4 mesi per l`ex assessore regionale Giulio Gargano, a cui si aggiunge l`interdizione dai pubblici uffici e il pagamento delle spese processuali per la parte civile. Questo quanto ha stabilito il Gup del Tribunale di Roma Adele Rando al termine dell`udienza preliminare sul caso “Lady Asl“. Il Gup ha anche assolto dal reato di associazione a delinquere Massimo Celotto, che ora dovrà rispondere del solo reato di false dichiarazioni. L`udienza del processo per i 10 rinviati a giudizio, si terrà il 12 marzo alle 9. Gli imputati rinviati a giudizio, a seconda delle loro posizioni processuali, dovranno rispondere di associazione per delinquere, abuso d`ufficio, peculato, frode processuale, corruzione, truffa, falso materiale e ideologico e falso giuramento della parte. Ad ottenere il rinvio a giudizio sono stati Mario Celotto, ex direttore amministrativo prima dell`Asl RmB e poi della RmC, Marcella Mari, Carla Daveri, Bruno Cisbani ex direttore generale asl RmB, Mario Mazzocco ex direttore generale dell`Asl RmA, Paolo Crisalli, Benedetto Bultrini, ex direttore generale Asl RmC e San Filippo Neri, Massimo Celotto, fratello di Mario, Stefano Infusi, genero di Mario Celotto e Paolo Ippopotami. Il Gup nel corso dell`udienza preliminare, ha poi stralciato la posizione dell`altro ex assessore regionale Giorgio Simeoni. Nel suo caso, si è optato per questa soluzione al fine dell`acquisizione di ulteriori documenti per valutare il suo ruolo. A richiedere il giudizio abbreviato, invece, sono stati Anna Iannuzzi, meglio conosciuta come “Lady Asl“, il marito Andrea Cappelli, Mauro Passi, il commercialista Roberto Tondi e Giovanni Cosimo Speziale. Per loro, il processo è già stato fissato per il prossimo 22 gennaio. Nel corso dell`udienza preliminare è stata anche ammessa come parte civile l`associazione di tutela dei consumatori Codacons, che si aggiunge così alle rappresentanze di parte civile della Regione Lazio e delle Asl Roma B e Roma C.
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