20 Febbraio 2010

Dicembre risolleva un pò l’economia

ROMA – U N TONFO . Il fatturato dell’ industria italiana (cioè il volume delle vendite) è crollato del 18,7% e gli ordinativi sono andati in picchiata del 22,4%. D’ altra parte i segnali che il 2009 fosse destinato ad essere l’ anno orribile anche per le imprese c’ erano tutti, visto che l’ Istat ha da poco certificato che Pil ed esportazioni sono andati talmente male da riportare il Paese indietro di 40 anni. Eppure un piccolo segnale positivo, tra numeri tanto brutti, c’ è: a dicembre gli ordinativi sono tornati a crescere: +4,7% rispetto al mese precedente, +10,1% rispetto a dicembre 2008. Avvisaglie positive c’ erano state già ad ottobre, tanto che l’ ultimo trimestre si è chiuso con un incremento del 5,1% rispetto al trimestre precedente. Il problema però è che gli ordinativi arrivano soprattutto dall’ estero (+8,4%), mentre la domanda interna arranca (+2,8%). Anche il fatturato a dicembre è tornato al segno positivo, ma in modo meno significativo: +1,9 il valore congiunturale, + 0,8% quello tendenziale. LA MEDIA annua segna comunque la débacle dell’ industria italiana, che ha riguardato tutti i settori, compreso il manifatturiero, uno dei punti di forza della nostra economia. A contenere le perdite sono stati i generi alimentari e i medicinali. Emblematica la vicenda dell’ industria automobilistica: a dicembre, ultimo mese utile per usufruire degli incentivi, c’ è stato un super boom degli ordini (+31%), che però non è riuscito a compensare il pessimo andamento subito nel corso dell’ anno da questo settore: -22,9% il fatturato, -18,1% gli ordinativi. Gli ultimi dati Istat preoccupano imprenditori e sindacati. Dice Emma Marcegalia: «Ce lo aspettavamo perchè l’ Italia è stata colpita duramente da questa crisi. Negli ultimi mesi c’ è stato qualche miglioramento, però i miglioramenti sono, appunto, lenti. I prossimi mesi saranno complessi». Il presidente di Confindustria a questo proposito ricorda che il centro studi dell’ associazione stima per il 2010 un crescita del Pil dell’ 1,1%: «Un miglioramento non sufficiente. Il Paese ha una crescita troppo bassa e un tasso di disoccupazione oltre l’ 8,5% e pensiamo che nei prossimi mesi dovremo gestire alcune situazioni complesse di ristrutturazione. L’ importante è farlo insieme con governo, sindacati, istituzioni. Ora ci aspettiamo supporti e incentivi a settori dell’ economia che stanno soffrendo molto. Serve grande attenzione perchè la crisi non è finita». «LA STRADA per un’ effettiva ripresa e per un ritorno all’ occupazione è ancora lunga», sottolinea anche Luigi Sbarra (Cisl), che spiega: «Questi segnali di miglioramento indicano anche che non c’ è ripresa per l’ occupazione, che le imprese si stanno adeguando ai volumi produttivi e non al fatturato». E Antonio Foccillo (Uil): «I cali su base annua sono i peggiori da sempre. Quello che però l’ Istat ci conferma, ed positivo, è il fatto che dal mese di dicembre è in atto una sorta di recupero della nostra economia, merito soprattutto della capacità delle imprese italiane ad affrontare i mercati esteri. Ma sul mercato interno le difficoltà sono destinate a permanere se non saranno intraprese politiche dei redditi e occupazionali che aiutino gli italiani ad avere maggiore liquidità in tasca». Per il Codacons «c’ è un solo modo per rilanciare ordinativi e fatturato: rilanciare i consumi delle famiglie, mentre il governo finora ha preferito aiutare le banche, non disturbare i petrolieri e non dar fastidio alle assicurazioni». L’ associazione chiede quindi al ministro Scajola di «varare subito incentivi per sostenere i consumi». Il 2009 «è un un anno da dimenticare – Paolo Galassi, presidente di Confapi -. E’ particolarmente preoccupante il fatto che il record negativo sia toccato all’ industria metalmeccanica, base portante della old economy, rappresentata in Italia principalmente dalle piccole e medie industrie manifatturiere».

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