24 Dicembre 2010

“Dicano agli studenti la verità: non ci sono più soldi perchè il Veneto è indebitato a causa di Pdl e Lega”

«Dicano agli studenti la verità: non ci sono più soldi perchè il Veneto è indebitato a causa di Pdl e Lega» Caro cronista, Italia dei Valori di Vicenza è felice della boccata d’ aria trasmessa dai dati Ocse 2009 della scorsa settimana sulla scuola, antecedenti quindi alla riforma Gelmini. Siamo appena sopra a Grecia, Turchia, Cile e Messico, ma va dato merito a studenti, insegnanti e famiglie se non siamo fuori dalla classifica a gareggiare coi cammelli della Libia. In Matematica recuperiamo 2 posti e 21 punti, trend che sarà impossibile mantenere con una riforma che ha tolto ore di matematica a licei e istituti professionali. Ma imbarazzanti sono i dati del nordest: male Matematica, solo +2 punti (resto d’ Italia +16 / +34), peggio Italiano -2 (resto d’ Italia +6 / +31) pessimo Scienze -5 (resto d’ Italia +5 / +22). Per questa maglia nera l’ assessore regionale all’ istruzione Donazzan si prenda le sue colpe senza continuamente etichettare gli studenti manifestanti come "arrampicatori su specchi". Sempre all’ assessore che loda "gli impegni della Gelmini" leggiamo l’ art. 34 della Costituzione: "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi." Nel 2009 degli idonei aventi diritto a borse di studio – in Italia spetta(va) a 1 studente su 12, in Francia e Germania 1 su 4 – , solo l’ 82,5% la prendeva e ora vengono tagliate del 90%. IdV è dell’ idea che se c’ è gente a cui non spettano – e c’ è – , si facciano più controlli fiscali, come vengano anche controllate maggiormente le scuole private ed eventuali rientri siano destinati alle scuole pubbliche. Basta finanziamenti alle scuole private, tanto più finchè sistematicamente si continua a tagliare dalla scuola pubblica. Quest’ anno nel Vicentino nella sola scuola primaria da dati Flc-Cgil abbiamo +150 alunni, +704 richieste di tempo pieno e -132 insegnanti. Chiediamo di smetterla con tagli e slogan menzogneri, si incominci a guardare alle esigenze delle famiglie e ai giovani, l’ unico futuro del Paese. Con finanziamento approvato questa settimana dalla Giunta regionale, nella nostra provincia arriveranno 256.643,65 euro per 12 interventi di ristrutturazione, ma non è cambiando un corrimano che la "politica del fare" risolve i problemi se poi con la riforma volutamente abbiamo classi fuori norma per numero di studenti secondo indici minimi di funzionalità didattica e prevenzione incendi in un Paese che da dati Codacons ha 12.000 edifici scolastici con gravi criticità e potenziale rischio, di cui 1.062 in Veneto e 197 nella nostra provincia. La Regione ha appena approvato il bilancio 2011 e l’ assessore Donazzan da 101 milioni che poteva gestire quest’ anno, ne avrà soli 55 e mezzo nell’ anno a venire. Si dica ai ragazzi che la causa è il limite massimo di indebitamento della Regione conseguito in questi anni da Pdl e Lega. A Zaia che parla di "lacrime e sangue" e "tagli dolorosissimi al limite della dignità di un amministratore" rispondiamo che per come hanno portato il Veneto sull’ orlo del collasso, la dignità è già sotto ai tacchi. Chiediamo quindi ciò da cui non si può prescindere, e cioè: la messa in sicurezza e una diminuzione del numero degli alunni nelle classi, la ridistribuzione del tempo scuola, il ripristino dell’ insegnamento modulare e organi di controllo e autogoverno a monitorare l’ efficacia dell’ insegnamento e valorizzare il merito degli insegnanti. Assurdo infine che questo Governo al capolinea, barricato e sordo alle proteste di studenti, ricercatori e insegnanti, voti la riforma dell’ Università – definita da Fini una delle cose migliori di questa legislatura -: un provvedimento blindato, chiuso a ogni nostro emendamento, che porterà ad avere strutture gerarchiche e piramidali sotto il controllo di fondazioni private, dove studenti e ricercatori non potranno far sentire la loro voce. La differenza tra il dire e il fare sta nell’ assurdità di questo Governo che ha tolto ricercatori e associati dalle commissioni di concorso, lasciando solo professori ordinari – volgarmente chiamati "baroni" – e poi il mese scorso Pdl Lega e Fli vanno a bocciare un nostro emendamento che vietava procedimenti a chiamata fino a tre gradi di parentela con un professore della stessa Università. Perché c’ è chi ama la caccia – specie se in deroga – non solo a uccellini, ma ancor più a sempre nuove poltrone.

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