27 Marzo 2013

Diano Marina: vicenda Marò e dichiarazioni del sindaco, il PRC “Stiamo calmi e niente xenofobia

Diano Marina: vicenda Marò e dichiarazioni del sindaco, il PRC “Stiamo calmi e niente xenofobia

“Già abbiamo avuto modo di criticare precedenti esternazioni del sindaco Chiappori. A proposito della vicenda dei 2 marò rispondemmo nel dicembre 2012, quando il primo cittadino di Diano liquidò con superficialità e approssimazione importanti questioni di diritto internazionale relative alla detenzione cautelare in India”. Parole del partito di Rifondazione Comunista di Diano Marina che così ha commentato il pensiero espresso dal sindaco della città degli aranci circa la vicenda internazionale. “Innanzitutto riteniamo di estrema gravità il fatto che il governo italiano, con il consenso del presidente Napolitano venendo meno a solenni accordi diplomatici, avesse deciso di non rimandare i 2 marò in India per lo svolgimento del giusto processo secondo cui i militari italiani sono accusati di aver mitragliato un peschereccio indiano con la morte di due innocenti pescatori. – dicono dal PRC – I militari italiani, prima del congedo in Italia per le elezioni politiche, erano agli arresti domiciliari in un albergo indiano in attesa di giudizio e non in quelle carceri di molti stati, comunemente definiti democratici, dove decine sono le persone che muoiono ogni anno per percosse, suicidio o mancanza di cure”. “E perchè allora non parlare degli altri italiani, forse meno famosi dei marò, detenuti all’ estero in condizioni assai peggiori? Approviamo inoltre la richiesta inoltrata dal Codacons alla Corte dei Conti di accertare la congruità delle spese affrontate dal nostro Paese per la cauzione e il picchetto d’ onore in favore dei due militari arrestati in India. – aggiungono – Infatti in assenza di una sentenza di assoluzione tali spese appaiono assolutamente ingiustificate e rappresentano uno sperpero di soldi pubblici. A suo tempo il nostro partito invitò formalmente il commissario prefettizio del Comune di Imperia a rimuovere quel tricolore, collocato accanto all’ ingresso del Municipio di Imperia dall’ ex sindaco Strescino poco prima di essere destituito, con la foto dei due militari e la scritta ‘salviamo i nostri marò’. Ma da cosa e da chi andrebbero salvati?”. “Ora che i 2 militari sono rientrati in India confidiamo fermamente che non venga più esposto. Ovviamente prima di ogni condanna è sempre necessario appurare la verità dei fatti, affinchè non si passi più un semplice colpo di spugna sulle tante tragedie subite da civili non dimentichiamoci della strage impunita del Cermis e dell’ omicidio di Nicola Calipari tanto per fare due esempi tristemente noti). L’ inatteso orgoglio nazionalistico del sig Chiappori, più tipico della destra nostalgica che del popolo padano ‘se darete la pena di morte o anche l’ ergastolo….avrete da vedervela con gli italiani e saranno tutti ca…vostri…ogni minuto un indiano a mare’, sfocia in una vera e propria caccia all’ indiano, non d’ America! Con incitamento all’ odio e al razzismo. – concludono – Su una sola cosa siamo d’ accordo col sindaco Chiappori e cioè sulla questione pena di morte. Di fronte ad ogni condanna a morte l’ Italia e la comunità internazionale dovrebbero mobilitarsi ad ogni livello. Nel caso specifico, il governo indiano ha precisato che, in caso di riconosciuta colpevolezza, la pena non sarebbe né l’ esecuzione capitale né l’ ergastolo. Quindi stiamo calmi e niente xenofobia”. C.S.

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