“Diamo voce alle donne afghane: i talebani uccidono la speranza”
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fonte:
- Famiglia Cristiana
L’appello della regista afgha- / na Sahraa Karimi a favore delle donne rimaste nel suo Paese, pubblicato in questa rubrica, ha conquistato il ? red carpet della 78° Mostra del cinema di Venezia.A lei, al suo coraggio, è stata assegnata la Coppa Codacons «per testimoniare la forza delle donne in u n m o m e n t o così buio». Sempre durante le manifestazioni della Mostra, due esponenti della Resilienza afghana, la regista Shahrbanoo Sadat e l’attivista Zahra Ahmadi,ha n n o ricevuto u n riconoscimento speciale dal Women in cinema Award (WiCA). «Con la premiazione di queste due personalità abbiamo voluto lanciare u n segnale per dire che le donne afghane non devono essere lasciate sole. Ogni associazione, legata alla difesa dei diritti del mondo femminile, ha il dovere di farsi sentire. Attraverso Sadat e Ahmadi ci siamo unite a t u t – te le sorelle afghane perché sappiano che siamo accanto a loro con l’anima e con il corpo», ha detto l’attrice Claudia Conte, ideatrice del WiCA con Angela Prudenzi e Cristina Scognamillo. Ahmadi, arrivata da Kabul grazie a una mobilitazione del fratello, già in Italia, si è presentata con parole accorate: «Sono una voce di chi non ha voce, delle donne che non ce l’hanno più.I talebani sono assassini della nostra speranza, della nostra anima, non c’è nessuno spazio per legittimarli. Chiedo al popolo del mondo, per favore, cercate di darci u n appoggio per la resistenza i Panshir, è la nostra piccola luce, ma nessuno ne parla, favorendo i talebani. Odio questo silenzio, rompetelo». La giovane regista Sadat nel suo videomessaggio:«Vi chiedo, non abbandonateci. In Afghanistan non ci è più concesso di esprimerci e le nostre vite sono costantemente in pericolo.I talebani sono terroristi, è bene che sia chiaro». Il WiCA, patrocinato dal ministero della Cultura, è supportato da un’Accademy t u t t a al femminile per valorizzare e rendere omaggio al talento delle donne, in particolare all’interno dell’industria cinematografica e del mondo delle arti, con una forte attenzione anche al sociale e all’imprenditoria. Un modo per sottolineare che, se abbiamo il coraggio di porre la donna al centro del cambiamento,i risultati arrivano. Ancora Claudia Conte: «Si tratta di u n salto culturale. La donna va messa nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Far conoscere esempi virtuosi e di successo, puntare su di loro i riflettori, aiuta a cambiare la cultura e ottenere per tutte noi pari opportunità, senza scendere ai consueti compromessi che purtroppo continuano a essere all’ordine del giorno». Confermano le sue parole le donne premiate quest’anno, dalla stilista Alberta Ferretti a Jasmila Zbanic, coraggiosa regista bosniaca, all’attrice francese Virginia Efira,a Marta Donzelli, presidente del Centro sperimentale di cinematografia, alla scrittrice Nadia Terranova.
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