Di Pietro: minipedaggio per i cantieri
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fonte:
- Il Piccolo
Di Pietro: minipedaggio per i cantieri
Secco no dei consumatori al responsabile delle Infrastrutture
ROMA Dal centrodestra i commenti alla manovra bis sono univoci: il governo prepara una stangata. Per Paolo Romani (Fi) il governo “sa solo aumentare le tasse“. Adolfo Urso (An) teme che con la manovra il governo “tiri il freno a mano mentre la macchina è in corsa“. Intanto il ministro Di Pietro lancia una proposta: un euro in più per finanziare le grandi opere dal casello autostradale. All`idea lanciata dal ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, che propone di superare così il buco nei conti pubblici per i fondi destinati alle infrastrutture, sindacati e consumatori fanno muro. Già oggi – ricordano – i pedaggi autostradali aumentano più dell`inflazione, e non si può far ricadere sugli automobilisti il peso degli investimenti non fatti. Il mini-pedaggio, una “tassa“ in più rispetto alla tariffa stabilita, servirebbe nelle intenzioni di Di Pietro a non chiudere i cantieri delle grandi opere e portare a termine i progetti previsti dalla legge obiettivo. Lavori, questi, per i quali – secondo Unioncamere – manca ancora l`80% dei finanziamenti necessari ad avviarle. Proprio ieri le Camere di commercio hanno infatti lanciato un ennesimo allarme sullo scarso stato di avanzamento del progetto di infrastrutturazione del Paese e sul drastico abbattimento degli investimenti nel comparto. Dopo essere cresciuti costantemente negli ultimi dieci anni, gli investimenti nelle infrastrutture si sono di colpo arrestati tanto che, affermano, nel 2005 la crescita è stata a livello dello “zero virgola“, mentre negli ultimi cinque anni aveva totalizzato un +39%. Non solo: Unioncamere rileva che per il programma delle grandi opere della Legge Obiettivo, “a fronte di un costo complessivo che si aggira sui 267 miliardi di euro, solo opere per 68,6 miliardi sono state approvate dal Cipe e per queste le risorse disponibili sono poco meno della metà del fabbisogno, circa 32 miliardi. Ciò significa che il piano della Legge Obiettivo è ancora da finanziare per oltre l`80% del totale“. Senza considerare che “oltre il 70% delle opere approvate dal Cipe prevede di chiudere i lavori dopo il 2010“. La proposta di Di Pietro non cade quindi nel vuoto e ad apprezzarla è il presidente dell`Anas, Vincenzo Pozzi. “È un`idea ottima“, ha detto il responsabile della società che gestisce la rete viaria nazionale, ricordando di aver già tentato in passato di far passare una proposta simile – non ultimo il pedaggio per il Gran raccordo Anulare di Roma – che “poi non ebbe seguito“. Per Pozzi, tuttavia, la proposta potrebbe concretizzarsi “in un incremento minimo dei pedaggi sull`attuale rete autostradale per raccogliere risorse per destinare all`Anas“. Levata di scudi, invece, da consumatori e sindacati. “Se passasse il principio bisognerebbe fare pagar a chi usa il rubinetto un euro per ripulire le sorgenti dell`acqua inquinata, a chi viaggia in treno un euro per costruire la Tav e ripulire le carrozze“, ironizza il Codacons, che esprime “enorme preoccupazione per la imprevedibile proposta del ministro“. “Il principio è assurdo e incostituzionale – sostiene l`associazione – poichè carica su chi utilizza una struttura viaria l`onere di costruzione di ponti e viadotti che potrebbe non utilizzare per tutta la vita, e perché mira ad introdurre una imposta indiretta con destinazione obbligata“. Contraria anche la Cgil che propone invece di utilizzare a questo scopo i profitti di Autostrade: “Negli ultimi cinque anni le tariffe autostradali sono aumentate del 11,5%, con un aumento dei ricavi del 7% annuo. Solo negli ultimi due anni gli utili straordinari sono stati rispettivamente di 735 e 804 milioni di euro. A fronte di questi, però, gli investimenti non sono stati realizzati e tutto questo è stato possibile anche per l`assenza di controllo da parte dell`Anas“, sottolinea il segretario nazionale della federazione trasporti, Roberto Martelli.
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