25 Luglio 2018

Di Maio al velista: «Mura dimettiti»

per il vicepremier avrebbe già dovuto farlo: «cosa aspetta?»bufera sul parlamentare 5 stelle
SASSARI«Non dovrebbe, Andrea Mura doveva già dimettersi». A dare l’ ultimatum al velista-deputato è stato ieri il capo politico dei 5 Stelle in persona, il vicepremier Luigi Di Maio. «Le sue sono dichiarazioni che non solo sono inaccettabili, ma bisogna considerare che i parlamentari, incluso io, sono dei privilegiati, hanno un lavoro da privilegiati con uno stipendi da privilegiati. Sono i primi che devono stare chiusi lì dentro, alla Camera e al Senato, a lavorare sulle leggi e sui provvedimenti per migliorare la qualità della vita degli italiani. Quindi quelle considerazioni, unite al livello di assenza, dovrebbero indurre il parlamentare Mura a dimettersi». Duro anche Alessandro Di Battista, ex deputato 5S ora attivista: «Ci andasse pure in barca, senza essere parlamentare e restituendo gli stipendi che si è preso fino ad oggi senza aver lavorato adeguatamente». Due giorni fa erano stati i capigruppo M5S alla Camera e al Senato, Francesco D’ Uva e Stefano Patuanelli, a chiedere un passo indietro a Mura, uno dei velisti più famosi a livello internazionale, che in soli 5 mesi di legislatura ha collezionato alla Camera addirittura il 96% di assenze. Intervistato dalla Nuova Sardegna il velista, vincitore per tre volte di seguito della Ostar, una delle più dure e temibili regate transatlantiche, si è giustificato così: «L’ ho detto fin dall’ inizio al Movimento che non volevo fare il parlamentare ma il testimonial per salvare gli oceani dalla plastica». E ancora: «Un giorno la settimana sono a Roma per la commissione trasporti. Parto col primo volo della mattina e rientro con l’ ultimo. In ogni caso, con la maggioranza schiacciante che i 5 Stelle hanno alla Camera dei Deputati, che io sia presente o meno non fa alcuna differenza». Per concludere: «Meglio in barca che stare seduto a Montecitorio e passare il tempo a scattarsi i selfie come fanno molti parlamentari».Andrea Mura da due giorni si è chiuso nel mutismo più assoluto. Non risponde alle telefonate dei giornalisti né ha fatto sapere se intende dimettersi o se rinuncerà alle regate per passare più tempo alla Camera. «Domani (oggi, ndr) lo aspetto qui in Aula dove lavoreremo tutta la settimana, sabato e domenica compresi, per votare il decreto dignità», lo sfida Ugo Cappellacci, il deputato forzista che ha diffuso i dati delle presenze di Mura a Montecitorio: appena 8 presenze su 220 votazioni. «E non hai rinunciato ai 20 mila euro di indennità parlamentare: perché non ti dimetti?», ha scritto Cappellacci in un post al veleno. «Non vedo l’ ora di vedere Mura seduto qui alla Camera, anche sabato e domenica, invece che in giro per gli oceani», scherza Cappellacci che aveva una (ex) amicizia di vecchia data col velista. «Pensi che tutte le regate che lo hanno fatto diventare famoso le ha sponsorizzate la Regione quando io ero governatore. Mi dispiace, credevo che gli sportivi avessero un animo nobile, invece mi sbagliavo», va giù duro il deputato forzista. Intanto ieri è spuntato in rete un video di Luigi di Maio e Andrea Mura insieme in campagna elettorale, il 4 febbraio scorso, al mercato Sant’ Elia, a Cagliari. «Andrea ci onora con la sua candidatura, fa parte di una delle super competenze cui abbiamo aperto le candidature, è una marcia in più per arrivare al governo del Paese – prometteva Di maio – Sono sicuro che in Parlamento ci metterà testa e cuore». E Mura in risposta: «È una nuova impresa e come tutte le imprese le porteremo in porto».Sempre ieri il Codacons ha denunciato il deputato-velista alla Procura di Roma. L’ accusa è di peculato. «Non esistono giustificazioni al comportamento di Mura – spiega il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – Il deputato ha ricevuto un preciso mandato da parte dei cittadini che lo vincola a svolgere il proprio ruolo nelle sedi opportune, e tra queste non rientrano barche a vela e vacanze in mare. Ruolo che viene lautamente ricompensato attraverso lo stipendio da parlamentare che riceve ogni mese, con tutti i privilegi connessi».
gianna zazzara

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