11 Settembre 2019

Di Lieto (Codacons): “Curricula e meriti politici”

“Finché una tessera di partito conterà più delle competenze, per questa terra non ci sarà speranza. Così diceva qualcuno mentre, sopraffatto dallo sconforto, scorreva i nomi dei vincitori di un concorso pubblico”. Lo scrive in una nota Francesco Di Lieto del Codacons. “Certo – aggiunge – in quello che andiamo a narrare, non ci sono illeciti e, tuttavia vogliamo condividere il sapore amaro di una storia tipicamente calabrese. Ma andiamo per ordine. Lo scorso gennaio la Regione Calabria ha indetto una manifestazione di interesse indirizzata al personale interno per la costituzione di “Segreterie Tecniche cui affidare il supporto alle attività di governo, a livello centrale, dell’ intero processo realizzativo degli interventi, ovvero dei correlati procedimenti”. La Delibera di Giunta Regionale nr. 28/2019 prevedeva, tra l’ altro, 4 posti di categoria D per il “Dipartimento Presidenza-Depurazione”. La categoria D “solitamente” riguarda il personale laureato, quindi i funzionari. Gli incarichi sono stati, quindi, assegnati ai vincitori, tra i quali spicca il nome di un ex ragazzo assunto dalla USL nr. 19 appena diplomato, per svolgere le mansioni di caposala. Purtroppo la politica non gli ha consentito di svolgere il suo fondamentale lavoro, poiché è subito transitato dalle corsie di un ospedale ai ruoli della Giunta Regionale. Si tratta di un nome che negli anni a venire sarebbe divenuto importante, tanto da diventare presidente della provincia di Catanzaro nonché uno tra i massimi esponenti della vita pubblica regionale. Ovviamente la storia politica di Vincenzo Bruno da Vallefiorita non avrà pesato nella sua nomina a funzionario. Così come non poteva essere penalizzante l’ aver all’ attivo (almeno così risulta sul curriculum) “soltanto” un diploma di scuola media superiore, perchè, siamo certi, che il neo funzionario avrà sicuramente requisiti e competenze tecniche tali da dare un contributo importante in quel delicatissimo settore che è la depurazione in Calabria. A far storcere il muso, purtroppo, è proprio il curriculum, nel quale queste necessarie capacità tecniche non si evincono. Diplomato all’ Istituto Tecnico “G. Ferraris” di Catanzaro con un voto non proprio entusiasmante, si è quindi iscritto, nel 1990, al corso di laurea in Pedagogia. Anche se risulta abbia solo “frequentato”, sicché potrebbe essere fuoricorso da oltre un ventennio. Eppure per quanto riguarda i titoli di studio richiesti per l’ accesso al livello D negli enti locali, il CCNL del 1999 prevede che si debba avere una laurea breve o un diploma di laurea…ma non sottilizziamo. Nessun peso, grazie al cielo, neppure la vicenda dello scandalo Sacal ed il rinvio a giudizio per il prossimo 24 settembre presso il Tribunale di Lamezia Terme. Buon per lui, visto che come destinatario dell’ incarico riceverà, per 3 anni, un lauto compenso aggiuntivo. Fatta questa premessa è giusto sottolineare che non rimproveriamo proprio nulla ad Enzo Bruno, il quale ha, semplicemente e legittimamente, partecipato ad una selezione pubblica. Magari sarebbe il caso di chiarire su che basi siano stati scelti i vincitori. Sicuramente avremmo preferito che ad occuparsi della depurazione fosse qualcuno con capacità e preparazioni differenti e che la “politica” restasse, finalmente, lontana da un settore che costituisce un tasto dolente per la Calabria, anche alla luce delle procedure d’ infrazione comunitarie. Ma tant’ è. Per cui non ci rimane che augurarci che Enzo Bruno voglia mettere ordine alla depurazione nella nostra Regione che, purtroppo, fa acqua da tutte le parti. Ma non se ne abbia a male – conclude Di Lieto – se continuiamo a pensare che un “caposala” sarebbe meglio vederlo impegnato nelle corsie di un ospedale calabrese, vista la drammatica carenza di personale”.

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