«Di fronte al dolore inutile dire che il sistema si sta aggiornando»
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fonte:
- Il Gazzettino
Verifica delle responsabilità e della sicurezza sui treni. Processi che vanno dagli strumenti tecnici, ritenuti vetusti e quindi inadeguati, ai politici di ogni sfera, per arrivare sino al governo. Disastro annunciato. Lutto nazionale che non deve più ripetersi. Nelle ore successive alla tragedia consumata sui binari della campagna emiliana, reazioni e polemiche hanno investito più settori e competenze. Ma è stato anche il tempo dei ricordi.
«Ho vissuto l`esperienza di un deragliamento una sola volta nella mia vita. Ed è stata, in assoluto, una delle sensazioni più spiacevoli che abbia mai provato». È il racconto di Francesco Cossiga sul disastro ferroviario dell`Etr 4600 del `97 in cui persero la vita 8 persone ed in 29 rimasero ferite. Un ricordo indelebile, nella memoria dell`ex presidente, che, confessa «non mi ha lasciato dormire per moltissimi giorni». Oggi la storia si ripete. «Il treno è uno dei mezzi più sicuri, ma è e rimane una creazione della meccanica, passibile di errore. L`unica macchina perfetta è l`uomo. Non è il momento di addebitare le colpe. Bisogna tenere presente l`imponderabile, l`imprevedibile, come è accaduto per le grandi disgrazie di queste settimane. Ora deve prevalere il sentimento di compassione e il cordoglio per le vittime».
Per il governatore del Veneto Giancarlo Galan le condizioni strutturali della linea Verona-Bologna pongono un problema politico già in essere da molti decenni. «Serve a qualcosa, di fronte a tanto dolore – si domanda Galan – dire che quasi ovunque nel Veneto e in Italia il trasporto ferroviario si sta attrezzando con sistemi di controllo tali da evitare in futuro il verificarsi di simili tragedie? Una così grave inadeguatezza strutturale non poteva che presentarsi come un fattore di rischio che si è purtroppo tragicamente compiuto. Tra pochi anni la tratta Verona-Bologna sarà interamente a doppio binario, i cantieri sono aperti e i finanziamenti assegnati. Questo non può che accrescere il dolore, ma anche la nostra indignazione».
«La linea sulla quale viaggiavano i due treni è ancora a binario unico e i lavori di raddoppio vanno avanti da più di trenta anni senza che si riesca a capire quando e se termineranno». È la denuncia dei sindacati confederali dei trasporti secondo i quali «il sistema di controllo della circolazione è uno dei più obsoleti esistenti. Non è attivo nessun sistema tecnologico di ausilio alla guida e al momento dell`incidente la visibilità era sensibilmente ridotta». Sul posto si è recato anche l`on. Luca Bellotti di An: «Non è problema di binario unico. In tutta Europa i convogli viaggiano su un solo binario. In Italia invece c`è un problema di tecnologia che non c`è, quindi manca la sicurezza». Il Codacons dell`Emilia Romagna che si costituirà parte civile a tutela dei viaggiatori coinvolti, invita gli utenti a chiedere il risarcimento dei danni. I passeggeri Fs sono diventati carne da macello». Lo chiede l`Associazione italiana viaggiatori pendolari.
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