16 Febbraio 2020

«Deve intervenire la Procura»

altri due incarichi esterni nel mirino: «ci costano 70mila euro all’ anno»
«UN affare di famiglia. Così si potrebbe sintetizzare l’ incarico conferito dal Commissario straordinario dell’ Asp di Cosenza alla propria figlia». Lo scrive il Codacons in relazione alla delibera di nomina, poi revocata e chiede l’ interven to dell’ Anticorruzione. «La motivazione lascia basiti. Il Commissario intende avvalersi del suo studio privato per gestire l’ ASP di Cosenza. E così, nello stesso giorno, il Commissario conferisce altri due incarichi (Delibera 201 del 14 febbraio 2020). Questa volta con ricadute sulle casse dell’ Asp. Ma la competenza si paga. Oltre 70mila euro all’ an no sono necessarie per reperire due figure che, evidentemente, nell’ Asp di Cosenza non erano presenti. Di certo un avvocato non era in pianta organica nell’ Asp di Cosenza così come non c’ era qualcuno che sapesse leggere un bilancio. E, per pura combinazione ecco che il Commissario “pesca” queste indispensabili figure nella lontana Roma. Proprio do ve esercita la propria attività. Confidiamo che il Commissario Straordinario si renda conto che l’ Asp di Cosenza non è il suo studio privato e provveda a rassegnare le proprie dimissioni – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. Tutto merito di San Valentino, altrimenti come si può spiegare il ricorso a figure “amiche” o all’ assun zione della figlia – come fossimo in una repubblica delle banane – in un’ Azien da sommersa dai debiti. Sarebbe il caso di ricordare al Commissario Straordinario che è stata messa a capo dell’ Asp di Cosenza, non del suo studio per ridurre i debiti e non per crearne altri. Sarebbe opportuno che su questa vicenda abbia a rompere il silenzio il Commissario Straordinario Cotticelli e finanche il Ministro Speranza. Riteniamo doveroso che sulla vicenda intervenga la magistratura perché la sanità calabrese è già al collasso e non c’ è alcun bisogno di mandare soggetti interessati a promuovere i propri studi privati e dispensare incarichi a pioggia. Il Codacons, infine, ha rivolto un quesito all’ Autorità anticorruzione per comprendere se nella vicenda vi siano profili di illegittimità e/o di incompatibilità».

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