Deve allattare la figlioletta, allontanata dalla pizzeria
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fonte:
- Corriere della Sera
Deve allattare la figlioletta Allontanata dalla pizzeria
MILANO – Niente ristorante per la piccola Margherita. Tre mesi e mezzo, un appetito invidiabile, il 30 maggio scorso la neonata si è svegliata alle 13,30 in punto. Ha aperto gli occhi in una centralissima piazza di Milano, nella veranda all?aperto di un ristorante-pizzeria. Una sorpresa: per la bimba era la seconda uscita ufficiale assieme ai genitori. Margherita ha subito reclamato a gran voce il suo pasto con urla e strilli. Allora la mamma ha chiesto uno spazio per allattare all?interno del locale. «No signora, non è possibile», è stata la risposta della cameriera. Mamma e papà hanno insistito, incitati dalla figlia che piangeva in sottofondo: «Possibile che non ci sia un angolo, uno spazio riparato, non sente gli strilli?». Niente da fare. Sergio Gori, oggi titolare del locale «Le cento pizze», negli anni ?60-?70 calciatore in serie A nell?Inter, nel Cagliari e nella Juventus, non ne ha voluto sapere. «Non ci è rimasto che lasciare sul tavolo le pizze fumanti e andarcene – racconta il padre di Margherita, Giacomo Sanfilippo, 39 anni, pubblicitario -. Del resto non c?era altra soluzione. La bambina urlava, non avremmo potuto aspettare. Quantomeno il titolare ha avuto il buon gusto di non farci pagare l?ordinazione». Dopo la disavventura al ristorante, i genitori di Margherita si sono rivolti al Codacons, associazione per la tutela dei consumatori. «Il comportamento del ristoratore si configura come un?azione discriminatoria nei confronti della donna e della sua bambina – ha commentato il presidente Marco Donzelli -. Abbiamo presentato un esposto alla Procura perché queste manifestazioni di intolleranza e di insensibilità non passino nell?indifferenza generale. Inoltre intenteremo azione legale di fronte al giudice civile per ottenere un risarcimento del danno».
Dal canto suo, Sergio Gori, impegnato in questi giorni a commentare i mondiali per una televisione locale, è sorpreso dalla reazione dei genitori di Margherita. «Forse c?è stato un malinteso. I clienti mi hanno chiesto un luogo appartato in cui allattare. Ma nel locale non abbiamo questo genere di disponibilità. Certo, c?è una saletta interna riservata ai non fumatori. Qui, però, gran parte dei tavoli erano occupati. E quelli liberi erano riservati a clienti che sarebbero arrivati a minuti. Sono padre e nonno anch?io, non avrei mai negato a una mamma la possibilità di allattare. La signora poteva benissimo farlo fuori, al tavolo. A meno che, in pubblico, non si trovasse in qualche imbarazzo…».
«Ma quale imbarazzo! – ribatte Serenella Zarbo, 36 anni, ingegnere chimico e madre di Margherita -. Questo falso pudore non mi sfiora nemmeno. Credo che vedere una mamma che allatta non scandalizzi nessuno. Anzi, si tratta di uno degli spettacoli più dolci e commoventi a cui si possa assistere. Piuttosto trovo vergognoso che dopo il parto una donna debba restare segregata in casa per non trovarsi in situazioni come questa». Allora come si spiega la richiesta di un luogo appartato? «Al tavolo la piccola si sarebbe distratta – chiarisce il suo punto di vista la mamma -. Mi bastava una sedia in un angolo, credo che con un piccolo sforzo il titolare avrebbe potuto venirci incontro. Invece ha segnato un brutto autogol».
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