30 Ottobre 2009

Detassazione per chi denuncia il racket

LOTTA ALLE MAFIE Scafati, resi noti i dati dello sportello attivato dall’amministrazione con Alilacco Le vittime sono imprenditori ed esercenti Alcuni hanno "inguaiato" gli aguzzini

 SCAFATI. Le vittime di usura ed estorsione che avranno il coraggio di denunciare saranno premiate dall’Ente con la detassazione delle imposte. E’ stato annunciato dal sindaco Pasquale Aliberti durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina presso Palazzo Mayer. Una cosa molto importante in un territorio che resta ad altissimo rischio. " La novitá sará fattibile quando, tra qualche settimana, sará tradotta in una delibera di giunta che la squadra di Aliberti ha fatto giá sapere di voler votare all’unanimitá. " Quanto affermato da Aliberti, alla presenza del secondo relatore, Amleto Frosi, Presidente dell’Alilacco Sos Impresa Campania, sará un premio al coraggio ed un motivo in più per invitare i cittadini a denunciare. " L’associazione antiusura e antiracket ed il Comune di Scafati hanno firmato da più di tre anni un protocollo d’intesa per accompagnare le vittime non solo durante il periodo antecedente la denuncia ma fino al processo. I dati registrati e resi noti dallo stesso presidente Frosi restano dal punto di vista della forza e del coraggio positivi, ma sono anche la conferma che l’usura e le estorsioni sono piovre che andrebbero combattute quotidianamente, e per vincere necessita ancora tanta collaborazione da parte dei cittadini. " 800 40 66 00: restano sempre queste le nove cifre che compongono il numero verde, quindi gratuito del Centro di aiuto alle vittime di usura ed estorsione, operante in tutta la Regione Campania e che a Scafati ha trattato nell’ultimo anno ben ventidue casi. L’équipe composta da un avvocato e da un commercialista ha garantito interventi sia in ambito penale che nell’assistenza civile. " Le vittime scafatesi prese in tutoraggio sono state otto, di queste quattro hanno sporto denuncia presso le forze dell’ordine dalle quali sono scaturiti tre processi. Dei ventidue, diciotto sono uomini, quattro dei quali oscillano tra i trenta ed i quaranta anni, otto hanno giá compiuto i quarantacinque e sei superano i cinquanta. " Invariato negli anni il dato che riguarda le professioni più a rischio: ancora commercianti ed imprenditori. Sebbene il numero delle denunce è lievitato negli anni e nei vari Comuni campani convenzionati, addirittura più elevati dei comuni pugliesi, resta agghiacciante la percentuale che vuole la Campania teatro della metá di tutti i reati commessi nel Mezzogiorno. " E la riprova della validitá di questa asserzione arriva da un dato di cronaca registrato proprio ieri. I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e di Caserta hanno arrestato sette persone ed eseguito un provvedimento di obbligo di dimora nei confronti di persone accusate, a vario di titolo, di corruzione nell’assegnazione di feretri ad imprese funebri, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia e tentata estorsione. " Tra gli arrestati, oltre a titolari e dipendenti di pompe funebri operanti in alcuni comuni del casertano, due elementi legati al clan camorristico dei casalesi e due centralinisti dell’ospedale "Melorio" di S. Maria Capua Vetere. " L’operazione di questa mattina è il prosieguo delle indagini di un’operazione conclusa nel gennaio scorso, con l’arresto di 22 persone e con provvedimenti di obbligo di dimora per altre otto.  Il fenomeno specifico è talmente diffuso che il Codacons ha chiesto un’indagine su base regionale.

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