22 Giugno 2010

Deroghe Ecopass, migliaia di multe

La stangata è arrivata in differita. Quattro mesi dopo. «Circa diecimila automobilisti», secondo fonti sindacali, stanno ricevendo in questi giorni le multe Ecopass risalenti a febbraio, il mese dell’ emergenza smog: sono i possessori di veicoli Euro 4 ed Euro 5 diesel senza filtro antipolveri (fap) entrati nella Cerchia dei Bastioni tra il primo e il 19 del mese, periodo in cui la deroga al pagamento del ticket (definitivamente cancellata all’ inizio di giugno) era stata congelata d’ urgenza, con meno di 24 ore di preavviso. Chi non sapeva, pur in buona fede, si ritrova ora una serie di cartelle esattoriali da 78 euro. Ma è proprio sulla «cattiva comunicazione» che il Codacons imbastisce la difesa: «I cittadini vengono puniti per colpe non loro, la sospensione dell’ esenzione è stata improvvisa e gestita in maniera confusa». I giudici di pace avvertono: «Valuteremo gli eventuali ricorsi». Via Turati Uno dei varchi Ecopass. Nel tondo Vito Dattolico Gli ingressi illegittimi nella prima settimana di febbraio Bisogna tornare indietro con la memoria, addirittura a gennaio, per ricostruire la vicenda: Milano è avvelenata dal Pm10, le centraline Arpa hanno già registrato 24 volte valori fuorilegge nei primi 30 giorni dell’ anno, il Comune istituisce una domenica di blocco del traffico e annuncia l’ estensione «temporanea» del pedaggio ai veicoli diesel Euro 4 e 5 senza fap. Il provvedimento, si legge nei comunicati stampa di allora, viene deciso dal sindaco «in tempi molto celeri per rispondere in modo concreto alla situazione di criticità dell’ aria». Ma i milanesi sono presi in contropiede, la prima settimana di febbraio è una strage (24.181 ingressi illegittimi nei Bastioni), Palazzo Marino li rassicura e proroga fino al 12 marzo il pagamento retroattivo di Ecopass. Il tempo, ora, è scaduto. Resa dei conti. Il Codacons si schiera con gli automobilisti («Facciano ricorso, serve un’ assoluzione nel merito » ) e attacca: «Chiediamo al Comune un atto di autotutela. Annulli le multe». Così Vito Dattolico, il coordinatore dei giudici di pace: «In passato, per i verbali nelle nuove corsie preferenziali e per altri provvedimenti introdotti con una certa imprevedibilità, è stato accolto il principio della cattiva informazione pubblica e della buona fede dei cittadini». E’ un consiglio? «Diciamo che i giudici hanno riconosciuto la necessità di un periodo di assestamento e approfondimento…». Il Comune si difende: «Era stata garantita la maggiore campagna di informazione possibile su tutti i canali a disposizione: stampa, radio, tv, Internet, pannelli a messaggio variabile, stazioni del metrò, call center…». Sarà bastata?
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this