17 Luglio 2018

Derivati Mps, 3mila azionisti contro Profumo e Viola

MILANO – Sono circa 3mila i piccoli azionisti di Mps che hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo iniziato oggi al Tribunale di Milano a carico di Alessandro Profumo, ex presidente di Mps, Fabrizio Viola, ex ad di Mps, e Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale della banca senese, sulla presunta rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati Alexandria e Santorini nei bilanci 2011, 2012, 2013 e 2014. Alle circa 300 parti civili già costituite in udienza preliminare, oggi se ne sono aggiunte altre. Il processo proseguirà il 16 ottobre prossimo, quando si discuterà proprio sulle richieste presentate oggi, mentre nell’ udienza successiva, il 6 novembre, l’ avvocato difensore di Paolo Salvadori ha anticipato che solleverà questione di competenza territoriale, chiedendo di trasferire il procedimento a carico del suo assistito da Milano a Siena, dove l’ indagine era nata prima di essere trasferita a Milano. Profumo e Viola sono imputati per i reati di aggiotaggio e falso in bilancio, Salvadori del solo reato di falso in bilancio. Nel processo è imputata anche Mps per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Tra le costituzioni di parte civile ci sono anche quelle delle associazioni Confconsumatori, Codacons, Unione nazionale consumatori e Adusbef. Non si sono costituite come parte civile contro gli ex amministratori e l’ ex presidente del collegio sindacale la Fondazione Mps e lo stesso istituto di credito senese, come deciso all’ unanimità del consiglio di amministrazione della banca il 12 luglio scorso. Come comunicato in una nota, il cda di Mps, “all’ esito di una approfondita fase istruttoria condotta con l’ ausilio di autorevoli consulenti legali esterni, ha valutato che, allo stato, non sussistano le condizioni per procedere alla costituzione di parte civile nel procedimento 955/2016 nel cui contesto l’ ex presidente del consiglio di amministrazione Alessandro Profumo e l’ ex amministratore delegato Fabrizio Viola sono stati rinviati a giudizio con l’ accusa di manipolazione di mercato e false comunicazioni sociali mentre l’ allora presidente del collegio sindacale e attuale sindaco effettivo, Paolo Salvadori, è stato rinviato a giudizio con l’ accusa di false comunicazioni sociali. Nel formulare le proprie valutazioni, il consiglio di amministrazione – viene precisato nella nota – ha considerato nel loro insieme tutti gli elementi decisionali disponibili, avendo esclusivo riguardo al perseguimento degli interessi della banca e alla tutela dell’ integrita” del suo patrimonio”. L’ inchiesta, arrivata oggi alla prima udienza in aula davanti i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano, era stata aperta dalla procura di Siena e poi trasferita a Milano per competenza territoriale, attratta dal reato di aggiotaggio. Al termine delle indagini preliminari i pm titolari del fascicolo, Giordano Baggio, Stefano Civardi e Mauro Clerici, avevano fatto richiesta di archiviazione per le 11 persone indagate, indicando tra le motivazioni “l’ estrema difficoltà” a ravvisare il dolo. Alcuni piccoli azionisti della banca senese si erano quindi opposti a questa richiesta per quanto riguarda le posizioni di Viola e Profumo e il gip di milano Livio Cristofano aveva fissato una udienza per la discussione tra le parti. Il gip ha poi deciso di disporre l’ imputazione coatta per Viola, Profumo e Salvadori, accogliendo invece la richiesta di archiviazione per gli altri indagati. La procura di Milano ha dovuto procedere con la richiesta di rinvio a giudizio, approdata poi in udienza preliminare davanti al gup Alessandra del Corvo. Nel corso dell’ udienza preliminare, i magistrati di Milano hanno fatto richiesta di proscioglimento dei tre imputati rimasti, ma il gup del Corvo non l’ ha accolta rinviando a giudizio Viola, Profumo e Salvadori il 27 aprile scorso. In questo procedimento non hanno chiesto di costituirsi parte civile Consob e Banca d’ Italia, che invece lo sono nell’ altro processo in corso a milano sulle passate gestioni di mps, quello a carico, tra gli altri, dell’ ex presidente Giuseppe Mussari e l’ ex direttore generale Antonio Vigni.

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