21 Febbraio 2013

Derivati, la Corte dei Conti indaga su Roma

Derivati, la Corte dei Conti indaga su Roma

 

Tommaso Strambi SIENA FUMATA grigia dal Tar del Lazio. I giudici amministrativi della terza sezione hanno cominciato ad esaminare il ricorso presentato dal Codacons per bloccare l’ erogazione del prestito pubblico da circa 3,9 miliardi di euro alla Banca Mps attraverso i Monti bond, ma non hanno assunto alcuna decisione. La fumata bianca potrebbe arrivare oggi. Probabilmente dopo che si sarà pronunciata anche la Corte dei Conti, chiamata in causa sempre dall’ associazione dei consumatori. Così l’ istituto di credito senese resta in attesa. Anche perché ? rispondeva ieri il presidente Alessandro Profumo (a margine dell’ esecutivo dell’ Abi, dove è stato cooptato nel comitato di presidenza insieme al past president dell’ associazione bancaria Maurizio Sella) a chi gli chiedeva cosa succederà se il Tar accoglie il ricorso e blocca l’ iter dei Monti bond ? «con i se e con i ma non si fa la storia». COMUNQUE Rocca Salimbeni vuole guardare al futuro. E il nuovo management lavora alacremente, come conferma l’ ad Fabrizio Viola che ? sempre a margine dell’ esecutivo di Palazzo Altieri ? annuncia che, dopo aver sciolto il nodo dei prodotti strutturati, è intenzionato a pigiare sull’ acceleratore del prossimo progetto in cantiere del piano industriale: il partner per le attività di back-office. «Dobbiamo ? afferma Viola ? completare le procedure, contiamo di far partire la gara entro la fine di marzo». Contestualmente Mps continua anche a fare i conti con il suo passato. E con quella serie di operazioni opache su cui, da oltre 14 mesi, stanno indagando i magistrati della procura di Siena. Sia per quanto riguarda l’ acquisizione di Antonveneta, sia per quanto riguarda le spericolate operazioni di finanza creativa con i derivati (Alexandria, Santorini, Nota Italia) utilizzati per fare il lifting ai bilanci appesantiti dall’ acquisto di Antonveneta (costato al Monte 9,3 miliardi a valore di libro, oltre a 7,5 miliardi per le linee di credito e 240 milioni di oneri e interessi). Questa mattina nel carcere di San Vittore i sostituti procuratori Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso interrogheranno l’ ex capo dell’ area Finanza Gianluca Baldassarri, fermato, esattamente una settimana fa a Milano per il forte sospetto che stesse preparando una fuga all’ estero e provasse ad inquinare le prove contattando alcuni ex collaboratori. In particolare all’ ex manager viene contestato di aver occultato, in concorso con l’ ex presidente Giuseppe Mussari e l’ ex dg Antonio Vigni, il mandate agreement «segregato» nella cassaforte di Vigni a Rocca Salimbeni. Una patto segreto con la banca giapponese Nomura che sarebbe all’ origine dell’ accusa di ostacolo all’ autorità di vigilanza e di manipolazione del mercato sino all’ associazione per delinquere. Baldassarri nel corso dell’ interrogatorio di garanzia davanti al gip, Alfonsa Maria Ferraro, ha già scaricato le responsabilità su Vigni e Mussari. Adesso bisogna vedere se confermerà quanto detto anche ai pm senesi. INTANTO gli inquirenti stanno esaminando alcuni dei documenti e dei supporti informatici sequestrati martedì nel corso delle nuove perquisizioni nelle abitazioni dell’ ex presidente e dell’ ex dg di Mps, oltreché nella casa e nell’ ufficio del responsabile dell’ area comunicazione di Rocca Salimbeni, David Rossi che risulta essere «persona informata sui fatti».

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this