7 Novembre 2007

Derivati, Draghi mette nel mirino 4 banche

Bankitalia mette nel mirino quattro istituti di credito che effettuano operazioni sui derivati. E cioè su quegli strumenti finanziari complessi il cui profilo di costo e di rendimento deriva, appunto, dal prezzo di mercato di un titolo sottostante. Prodotti che, se usati con troppa disinvoltura, potrebbero riservare spiacevoli sorprese, soprattutto ai bilanci di Comuni, Province e Regioni che ne hanno fatto largo uso. Il direttore generale di Via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, durante l`audizione in commissione Finanze della Camera, ha precisato che “l`esposizione in derivati degli enti locali è raddoppiata nel periodo compreso tra dicembre 2005 e dicembre 2006 passando da 500 milioni a quasi 1 miliardo e ad agosto 2007 era pari a 1.054 milioni di euro“. Ma, assicura Saccomanni, non vi sono rischi per la stabilità del sistema. “Abbiamo avviato negli ultimi mesi un programma ulteriore di accertamento specificatamente orientato all`operatività in derivati che riguarda quattro gruppi bancari e che include anche l`attività con gli Enti locali“, ha annunciato il braccio destro del governatore Mario Draghi. Top secret i nomi dei quattro istituti finiti sotto la lente di via Nazionale: Saccomanni si è limitato a riferire che si tratta di “operatori italiani di una certa importanza attivi in questo segmento“. Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno già chiesto di fare i nomi a Bankitalia “per correttezza e trasparenza doverosa e per evitare speculazioni sui mercati derivanti dall`incertezza“.

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