8 Marzo 2014

Derivati, assolte le banche

Derivati, assolte le banche

MILANO – Tutti assolti con formula piena gli imputati al processo di secondo grado con al centro la truffa sui derivati al Comune di Milano. Assolti «perché il fatto non sussiste» le quattro banche estere – Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan – e i nove loro manager ed ex manager. A ribaltare la sentenza del Tribunale è stata ieri mattina la quarta Corte d’ Appello presieduta da Luigi Martino, dopo circa un’ ora di camera di consiglio e un dibattimento durato sei udienze. Tanto è bastato per scagionare gli istituti di credito, tra i più importanti a livello mondiale, e i loro dipendenti condannati nel dicembre 2012 rispettivamente a un milione di multa ciascuno e a pene (sospese) che andavano dai sei agli otto mesi e 15 giorni di reclusione. Inoltre è stata revocata la maxi confisca di oltre 89 milioni di euro disposta in primo grado. Il pg, Piero De Petris, a cui è toccato sostenere l’ accusa, aveva chiesto la conferma della condanna per le banche con una lieve riduzione della cifra confiscata, per quattro persone circa sei mesi di carcere, per altrettante il non doversi procedere per prescrizione e per una l’ assoluzione. Il verdetto – le motivazioni saranno pronte in 90 giorni – ha destato stupore tra le difese che ovviamente hanno espresso la loro «soddisfazione», così come gli istituti di credito da sempre convinti della correttezza del loro operato. «Più della formula “perché il fatto non sussiste” ci sono solo le scuse», ha commentato Fabio Cagnola, legale di Ubs. Paolo Della Sala, legale di Fulvio Molvetti (Jp Morgan), ha sottolineato anche «che con questa decisione finisce la sofferenza degli imputati. Questo processo è stato vissuto sulla dicotomia tra banche e Comune – ha osservato – forse dimenticando che ci sono state persone che da questa vicenda hanno subito effetti pesanti e devastanti». Tra i dirigenti assolti c’ è anche Gaetano Bassolino (Ubs) figlio dell’ ex governatore della Campania. «In una materia così nuova e complessa è più che legittima la diversità di opinione. Non è un’ opinione, però – ha precisato il procuratore aggiunto Alfredo Robledo, ai tempi titolare delle indagini – che esclusivamente a causa del processo le banche abbiano versato al Comune 455 milioni di euro». Robledo, sottolineando che «i giudici di primo e secondo grado sono tutti magistrati eccellenti», ha anche osservato che «sulla base delle medesime carte dell’ inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Milano, e da questa Procura trasmesse a Catanzaro, la Regione Calabria ha incassato da Nomura, sempre in riferimento ai contratti derivati, 24 milioni di euro». E mentre il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha dichiarato che «la sentenza conferma la validità della scelta del Comune di stipulare un accordo extragiudiziale con le banche che non viene modificato dalla decisione» e grazie al quale sono stati versati 455 milioni, il Codacons ha chiesto una legge per vietare alle amministrazioni comunali operazioni con strumenti finanziari a rischio come i derivati. Secondo le indagini le quattro banche estere e i loro funzionari, ora giudicati innocenti, avevano commesso il reato di truffa aggravata ai danni del Comune e avevano violato la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Al centro della vicenda c’ era un bond trentennale da 1,68 miliardi sul quale Palazzo Marino, sotto le giunte Albertini e Moratti, aveva aperto nel 2005 una serie di derivati per garantirsi un tasso variabile.

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