16 Dicembre 2011

Deregulation, parte lo studio della fase due Serrata delle edicole  

Deregulation, parte lo studio della fase due Serrata delle edicole
 

ROMA Ora ad alzare il tiro sono le edicole. Per il governo Monti la partita delle liberalizzazioni sembra sempre più complicata come conferma la serrata di tre giorni (27, 28 e 29 dicembre) annunciata dai sindacati degli edicolanti che temono gli effetti del comma 2 dell’ articolo 31 (libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali senza contingenti, limitazioni territoriali o di altra natura). Un altro no secco alle liberalizzazioni che si aggiunge a quelli arrivati da farmacie e tassisti, in questo caso con il risultato di sventare le norme temute. C’ è anche chi resta escluso dall’ eliminazione dei vincoli in linea con il dlgs del 2010 di recepimento della direttiva Ue sui servizi: si tratta dei servizi finanziari, inclusi quelli bancari e assicurativi e di consulenza negli investimenti, e di quelli di telecomunicazione. Ad esempio per questi due grandi settori – che erano comunque esclusi anche dal dlgs di recepimento della direttiva Bolkestein sui servizi – oltre alle limitazioni geografiche non si applicano il divieto di imporre commissioni per la fornitura dei servizi; il divieto di limitare l’ esercizio di un’ attività economica ad alcune categorie o quello di commercializzare alcuni prodotti; l’ obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’ attività svolta. Il premier Monti da un lato e Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, dall’ altro, promettono comunque che la partita sulle liberalizzazioni non è chiusa. Ma come? Per ridare smalto al capitolo liberalizzazioni, uscito ridimensionato rispetto alla versione iniziale, un’ ipotesi potrebbe essere rivitalizzare la legge annuale per la concorrenza mai approvata. Come suggerito anche da un ordine del giorno del Terzo polo, a prima firma Linda Lanzillotta, che sarà discusso oggi a Montecitorio. L’ alternativa è intervenire con il decreto di fine anno (il cosiddetto milleproroghe). Per i farmaci si valuta se rilanciare il testo iniziale al Senato, dove tuttavia i sostenitori delle farmacie sono anche più agguerriti che alla Camera, con il rischio però di far tornare il decreto salva-Italia di gran carriera alla Camera per il voto finale sotto Natale; oppure se inserire un emendamento ad hoc in gennaio in Parlamento quando si voterà il decreto milleproroghe. Due strade comunque impervie ma che i farmacisti privati tengono sotto controllo, pronti a rilanciare la minaccia di serrata per ora messa in naftalina. Una minaccia che proprio ieri il Codacons ha colto al balzo per denunciare Federfarma e Sunifar alla Procura della Repubblica, annunciando anche un ricorso al Tar contro la manovra. Un percorso diverso, almeno sulla carta, potrebbe riguardare i taxi la cui mancata liberalizzazione è stata anche ieri criticata dalle associazioni del noleggio con conducente che attaccano «la potente lobby trasversale» che ha fatto naufragare la deregulation. Sui taxi, il governo potrebbe far leva sull’ articolo 37 della manovra in base al quale, entro sei mesi, dovrà realizzare mediante regolamenti «una compiuta liberalizzazione e un’ efficiente regolazione nel settore dei trasporti e dell’ accesso alle relative infrastrutture». C.Fo. ©

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