Deregulation della vendita
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Il ministero dello Sviluppo economico smentisce le indiscrezioni giornalistiche secondo cui sarebbe in arrivo un decreto del governo sulla distribuzione dei carburanti. Il ministro Pierluigi Bersani e il suo consigliere per l`Energia, Umberto Carpi, assicurano che non ci sarà alcun blitz del governo, anche se invece il sottosegretario allo Sviluppo Alfonso Gianni parla proprio di misure-blitz. “Più volte è stata ribadita l`intenzione di procedere con un disegno di legge“, spiega Bersani. Qualunque decisione del governo sul settore sarà concertata con le parti sociali, a partire dall`incontro di giovedì prossimo già in programma tra Carpi, i rappresentati dei gestori e quelli delle Regioni. Il tema, infatti, è di competenza delle Regioni, in base al titolo V e il governo, come ricorda Carpi, può intervenire solo in materia di concorrenza. “Possiamo farlo, ma su questioni che riguardano tutti i settori e non uno specifico“, afferma. “Siamo contrari a razionalizzazioni e privatizzazioni selvagge“, aggiunge poi spiegando che l`obiettivo è “l`ammodernamento“ della rete. “E` assurdo – conclude – sentir parlare di decisioni di aumentare il numero dei punti vendita“. E` proprio questo a preoccupare i rappresentanti dei benzinai che minacciano la serrata generale. Al contrario, le associazioni di consumatori sperano che le presunte intenzioni del governo vengano presto confermate e che Bersani vada avanti sulla strada delle liberalizzazioni senza lasciarsi intimorire dalle proteste annunciate. La vendita dei carburanti nei centri commerciali, secondo Adusbef e Federconsumatori, farebbe risparmiare 8-9 centesimi a litro sui carburanti, che si tradurrebbe in una diminuzione della spesa per ogni automobilista di 8 euro al mese. “E` una misura indispensabile per contenere gli aumenti incontrollati dei prezzi dei carburanti“, commenta Carlo Rienzi del Codacons che avverte: “Se i benzinai metteranno in atto scioperi si scatenerà una serie di boicottaggi da parte dei consumatori di tutta Italia“. Stupore e ferma contrarietà tra le organizzazioni di categoria dei gestori. “La nostra categoria ha saputo collaborare fattivamente alla liberalizzazione di questo settore che è una realtà già dal 1998 – scrivono in una nota Faib/Aisa Confesercenti, Fagica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio -. Questo processo di liberalizzazione è costato, negli anni passati, la chiusura `programmata` di oltre 5000 impianti e la conseguente espulsione dal mercato di altrettanti gestori“. Se le indiscrezioni venissero confermate, conclude la nota, si tratterebbe di “un vero e proprio contrordine: il numero di impianti va ancora aumentato. E tutto, stravolgendo le regole del mercato, per favorire un solo, potente operatore, la Grande distribuzione organizzata“. La vendita dei carburanti nei grandi centri commerciali è una realtà radicata Oltralpe dove oltre la metà delle vendite è attribuibile alla grande distribuzione organizzata. Nel nostro Paese si contano ben 22.400 distributori (il doppio dei quelli del Regno Unito e quasi il triplo della Spagna), ma solo 10 sono nei supermarket. Secondo i “tecnici“, l`apertura alla grande distribuzione favorirebbe la concorrenza e potrebbe contribuire all`abbassamento dei prezzi che restano alti proprio a causa dell`elevato numero di distributori sparsi sul territorio. Troppi per potere avere un volume di vendite tale da consentire prezzi competitivi. In attesa di una soluzione, il presidente dell`Osservatorio sociale, Luigi Camilloni, suggerisce al governo di “diminuire le accise, evitando di guadagnare sugli aumenti del prezzo del greggio in termini fiscali“.
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