11 Marzo 2010

Deragliamento, via all’ inchiesta

«Per fortuna era sera tardi e i passeggeri erano pochissimi. Fosse accaduto nelle ore di punta, con i treni pieni di pendolari, forse ora parleremmo di tragedia». Lo dice Andrea Angeletti, presidente del Comitato utenti della Roma Lido che, il giorno dopo il deragliamento del convoglio, tra le stazioni Castelfusano e Cristoforo Colombo, parla di «treni vecchi e sempre rotti, con oltre 2 milioni di chilometri. In queste condizioni gli incidenti sono sempre più probabili». Ieri mattina intanto, su disposizione della Procura, i carabinieri del nucleo operativo «infortuni» del comando provinciale hanno posto sotto sequestro le due carrozze uscite dalle rotaie in direzione Roma. Secondo gli investigatori l’ ipotesi più probabile è che si sia rotto un asse dei carrelli a metà del convoglio, lanciato a una velocità superiore ai cinquanta all’ ora. Spezzandosi, le ruote si sono «aperte» provocando il deragliamento dei due vagoni di coda che, dopo essersi staccati per il contraccolpo, sono piombati contro un secondo treno fermo dalla parte opposta. Una botta violentissima, tanto che pure la motrice urtata è uscita dalle rotaie. Per miracolo, buttandosi dal finestrino, capotreno e macchinista del convoglio in sosta sono usciti illesi dall’ impatto che ha devastato la cabina. Tutti «problemi noti» secondo il presidente del Comitato utenti per il quale «i sindacati hanno segnalato più volte vibrazioni preoccupanti provenienti dai carrelli e l’ usura dei treni». E mentre il Codacons chiede il «risarcimento danni per i passeggeri a bordo», l’ assessore capitolino ai Trasporti Sergio Marchi comunica di aver aperto, assieme all’ Atac, «una commissione d’ inchiesta per verificare le eventuali responsabilità del caso».

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