14 Febbraio 2010

Depuratore Cipaf, altri 5 indagati per abuso

Depuratore Cipaf, altri 5 indagati per abuso 

BUJA. Inchiesta sul depuratore del Cipaf: la rosa degli indagati si allarga. Dopo i sette componenti del Cda del Consorzio, nel mirino della Procura di Tolmezzo per l’ ipotesi di reato di abuso d’ ufficio, e per i quali il Procuratore Buonocore ha chiesto al Gip pure l’ interdizione dalla carica pubblica per due mesi, un avviso di garanzia per la medesima ipotesi di reato è stato ricevuto da altre cinque persone. Si tratta dell’ ex presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, dei due progettisti Gianni De Cecco e Giulio Gentilli dello studio Inarco di Udine che hanno progettato il nuovo depuratore da 3,2 milioni di euro oggetto dell’ inchiesta, nonchè degli industriali Giovanni Fantoni e Andrea Pittini, responsabili delle due aziende più rappresentative della più importante area produttiva del Friuli. Per loro, in quanto non titolari di cariche pubbliche, non vi è una richiesta di interdizione dai pubblici uffici e per questo non dovranno presentarsi, come invece dovranno fare i componenti del Cda (il presidente Vergilio Burello, il vice Adriano Piuzzi, Nero Tassotti, Ilio Di Poi, Pierangelo Scajola, Mario Ursella e Andrea Brollo), all’ udienza del prossimo 26 febbraio. La rosa degli indagati, per un’ inchiesta partita da un esposto del Codacons lo scorso autunno, insomma, si allarga. L’ accusa della Procura, il cui braccio operativo sono i carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, è complessa. Per ora si ipotizza solo il reato di abuso d’ ufficio, ma gli inquirenti da mesi stanno lavorando sulle ipotesi di concussione, frode in piccole forniture e una serie di reati ambientali. Per la Procura al Cipaf sarebbe stato realizzato un depuratore da 3,2 milioni di euro di soldi pubblici (ancora in corso di realizzazione) senza tener conto che per rispondere alle indicazionie della Provincia (determina n.38 del 2004) sarebbe bastato adeguare l’ esistente con 150 mila euro. Il tutto, sempre secondo l’ accusa, con la regia dell’ ex presidente della Provincia Strassoldo, per «procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale» agli imprenditori Pittini e Fantoni, ai quali sarebbero state "risparmiate" le opere di segregazione delle acque nelle loro aziende. Il depuratore progettato, secondo la Procura che si avvale di alcune perizie, in più, non sarebbe neppure in grado di depurare le acque adeguatamente (di qui il coinvolgimento nell’ inchiesta dei due progettisti). Estranei alla vicenda e pronti a chiarire tutto si sono dichiarati i due industriali, che, già davanti ai carabinieri un paio di mesi fa avevano spiegato come le due industrie avessero in sostanza affidato al Consorzio le azioni da compiere per il rispetto delle leggi sulla depurazione. Ora la parola passa al Gip, Lorenzo Massarelli, che, dopo gli interrogatori del Cda (che si presenterà dimissionario martedì all’ assemblea dei soci), è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di misura interdittiva per i sette. Non è escluso che però arrivino altri provvedimenti, primo fra tutti il sequestro dell’ impianto, con il contestuale incarico a un custode di garantirne il funzionamento, così da non bloccare la più importante area industriale della regione che dà lavoro a oltre 2.300 persone. ( a.s. )

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