4 Settembre 2007

Denunciati i ministri

DAL MOLIN. Oggi la prima udienza al Tar sul ricorso presentato dall`associazione di tutela dei consumatori, ma il clou della sfida legale sarà il 10 ottobre
Denunciati i ministri

Offensiva giudiziaria del movimento “No Dal Molin“. Trascinati dal Codacons nazionale, gruppi e associazioni che si battono contro la costruzione della Ederle 2 all`aeroporto di Vicenza fanno quadrato intorno a una doppia strategia legale: un ricorso al Tar del Veneto contro il via libera del governo Prodi alla base Usa e una raffica di denunce penali per omissione d`atti d`ufficio che mettono nel mirino nomi altisonanti come quelli del premier Romano Prodi, dei ministri Massimo D`Alema, Giuliano Amato e Alfonso Pecoraro Scanio, nonché il governatore veneto Giancarlo Galan. La prima udienza davanti al tribunale amministrativo di Venezia andrà in scena oggi. Con tutta probabilità, tuttavia, la prima tappa della battaglia giudiziaria verrà spesa nel disbrigo di pratiche istruttorie. Ne è convinto l`avv. Carlo Rienzi, presidente del coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e dei consumatori: “Il motivo? Semplice, manca l`atto che viene impugnato. Non ce lo hanno voluto consegnare, nonostante le nostre richieste. Per questo li abbiamo denunciati“. A detta dei rappresentanti dell`associazione dei consumatori, i vertici di Governo non avrebbero fornito al Codacons, come prevede la legge sulla trasparenza dei documenti amministrativi, gli atti relativi al progetto statunitense. Il materiale richiesto e mai ottenuto, secondo il Codacons, avrebbe dovuto supportare la documentazione presentata al Tar contro la base. D`altra parte, le stesse premesse del ricorso riportano testuale la richiesta di “annullamento, previa sospensiva, del provvedimento di nulla osta, di estremi ignoti, recentemente rilasciato dal presidente del Consiglio dei ministri“. La causa non ha precedenti in Italia e rappresenta la prima sfida davanti a un giudice sul caso Dal Molin. Il clou del braccio di ferro legale dovrebbe invece essere fissato per il 10 ottobre, quando il Codacons promette di estrarre dal cilindro nuove “armi“ e colpi di scena: Rienzi ha annunciato il coinvolgimento nell`istanza di “numerosi“ nuovi attori tra i quali, si ipotizza, possa comparire anche il presidente americano George Bush. Al Codacons si associano anche l`Ecoistituto veneto, il Coordinamento dei comitati del No e altre associazione fra cui Beati i costruttori di pace, Famiglie per la pace, Più democrazia e partecipazione, Rete Lilliput e VicenzaAttiva. Secondo i ricorrenti, nella procedura fin qui seguita si segnalerebbero una serie di vizi: ad esempio, viene lamentata la violazione dell`articolo 11 della Costituzione, che dice che l`Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Inoltre, si contesta la violazione degli articoli della carta costituzionale che prevedono l`obbligo di ratifica parlamentare di trattati internazionali. Infine viene rilevata la contraddizione nell`atteggiamento del Comune e nei rapporti fra palazzo Trissino e il ministero della Difesa, per concludere con la mancata attivazione della Via. “Sul Dal Molin – afferma Giancarlo Albera, portavoce dei comitati – non ci è stato detto nulla perché tutto è secretato. Noi riteniamo che non si possa classificare il progetto come opera di difesa nazionale“.

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