31 Maggio 2003

«Denunciate tutte le aziende che vogliono affumicarvi»




ROMA ? Il ministro Sirchia (nella foto) è convinto che sia la strada giusta per combattere il vizio del fumo alla radice, colpendo direttamente chi consente di fumare e non impone il rispetto per l`aria pulita: «Le richieste di risarcimento nei confronti delle aziende che consentono di fumare e non impongono al loro interno aria pulita ? dice Sirchia ? sono un deterrente poderoso».

Scooter contro `bionda`

E mentre il Codacons ha già avviato oltre 100 cause di risarcimento danni, il ministro insiste: «Il rischio di dover sborsare miliardi di vecchie lire per risarcire cittadini che si sono ammalati per colpa delle sigarette altrui, incentiverà le aziende a tutelare la salute dei dipendenti e il proprio portafoglio». Sirchia spera che la legge antifumo sia operativa dal luglio 2004, ma nel frattempo cita l`esempio degli Usa, dove la minaccia di risarcimenti ha fatto crescere la pressione contro il tabacco.
Oggi, nella giornata mondiale senza tabacco, i cittadini avranno modo di essere bombardati da mille rapporti e ricerche che, di fatto, dicono tutti la stessa cosa: il fumo uccide. E se è proprio così difficile smettere allora ci si deve fare aiutare. L`Istituto Superiore di Sanità ha attivato un numero verde (800554088, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16) per ricevere gratis informazioni, conoscere le terapie per dire addio alle `bionde` e sapere a chi rivolgersi per avere un sostegno. Le campagne funzionano, se è vero che 400mila fumatori si sono dichiarati pronti a smettere dopo aver visto i recenti spot in tv, ma nel contempo gli schiavi della sigaretta aumentano, specie tra le donne. Il fumo uccide ogni anno in Italia 55mila persone, di cui 8mila per fumo passivo. I nostri connazionali con il vizio sono 15 milioni 700mila (33,2% uomini, 22,5% donne), pari al 27,6% della popolazione.
Numeri che, negli ultimi tre anni, hanno registrato un aumento di 1 milione e 700mila fumatori, dovuto soprattutto alla presenza di immigrati. Ma se fra le giovani donne (fra 15 e 24 anni) si registra un calo del 6%, tra le «over25» le fumatrici sono aumentate del 4%. Per ogni 7 decessi da cancro, uno è attribuibile al fumo di sigaretta. E` un`azione lenta: la trasformazione che il fumo provoca sulle cellule fa sì che si sviluppi un tumore nell`arco di 20-30 anni. Tanto per fare un esempio dei danni da fumo, secondo l`Istituto dei tumori di Milano le sigarette inquinano più dello scarico di un motorino. L`esperimento è stato condotto in un`officina: sei sigarette provocano più polveri sottili di uno scooter catalitico.
Tra gli italiani, secondo l`Istituto Superiore di Sanità, i fumatori più accaniti vivono al Sud e nelle isole, mentre le fumatrici più incallite abitano al Centro, dove il 25% delle donne adulte non rinuncia elle bionde, e ne consuma da 7 a 13 al giorno.

Attenti ai distributori

Infine i giovani, sempre più numerosi, sempre più giovani, sempre più furbi nel procacciarsi le sigarette per lo più nei distributori automatici. Dallo studio è risultato che il 12% del campione è un fumatore corrente e che l`87% dei viziosi acquista da solo le sigarette, rivolgendosi al tabaccaio il 94% delle volte e servendosi ai distributori automatici per il 35%.


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