26 Maggio 2001

DENUNCIA IL PADRE FUMATORE

V.M. è un ragazzo di 15 anni di Forlì a cui i medici hanno riscontrato una grave malattia respiratoria direttamente collegata al fumo.
Sebbene il povero V.M. non fumi, è costretto a convivere dalla nascita con il padre, che invece è un accanito fumatore (circa 40 sigarette al giorno). I medici hanno più volte scongiurato il padre di smettere di fumare, pena un aggravarsi certo e irrevocabile della malattia del figlio, ma l?uomo non ha mai neanche provato a recedere da questo suo vizio mortale, e continua tuttora a fumare le 40 sigarette quotidiane davanti al figlio, perpetrandogli una estrema violenza. La madre del ragazzo, esasperata, ha contattato la Asl di appartenenza e addirittura il parroco della zona. Essendo il ragazzo minorenne la Asl non ha potuto allontanarlo da casa. Il parroco ha più volte richiamato il padre nel tentativo di convincerlo a smettere di fumare, ma non c?è stato niente da fare.

V.M., che è un ragazzo sveglio e intelligente, dopo aver sentito della guerra che da anni il Codacons combatte contro il fumo, si è rivolto all?associazione dei consumatori. Il Codacons ha deciso di assistere legalmente il ragazzo e chiedere, in via d?urgenza, l?allontanamento immediato del padre da casa, oltre che un equo risarcimento per il danno che il ragazzo ha subito.

Per l?associazione dei consumatori, inoltre, l?atteggiamento del padre, del tutto incurante della salute del figlio, configura il grave reato di violenza privata. Se si considerano infatti come una violenza le ordinarie percosse (al 90% dei casi guaribili in pochi giorni), come non si può considerare violenza ?estrema? una paterna ?condanna a morte??
Intanto oggi è la Giornata nazionale del respiro (contro il fumo) e il 31 maggio l?Istituto Superiore di Sanità celebra la giornata mondiale contro il fumo.

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