Denuncia del Codacons: «Troppi miliardi per una città sporca»
-
fonte:
- L`Unione Sarda
Comune e Slia alla guerra del cassonetto
Denuncia del Codacons: «Troppi miliardi per una città sporca»
Quindici miliardi all?anno per pulire una città che resta sporca. Di questi, dodici finiscono alla Slia, due vanno ad abbattere i costi di smaltimento in discarica, senza contare le centinaia di milioni che ogni anno il Comune spende per smaltire i rifiuti speciali lasciati per strada. Solo quest?anno Sassari spenderà circa duecento milioni per smaltire i frigoriferi abbandonati per strada o in campagna in discariche improvvisate. Di fatto però cassonetti, marciapiedi e strade, (specie al centro storico) straripano sempre di rifiuti maleodoranti che contribuiscono a deturpare l?immagine della città che già dalla settimana scorsa ha messo su la veste del Natale.
L?incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nella sede del Codacons, tra l?associazione che tutela i diritti dei cittadini, Slia e amministrazione comunale ha sortito l?effetto di promettere un maggiore impegno da parte della Slia e dell?Amministrazione per migliorare quanto prima la situazione. Entrambe ammettono le proprie responsabilità anche se la Slia non ha mancato di sottolineare le pecche dei cittadini non sempre ligi nel rispettare l?orario di deposito dei rifiuti.
La società è subentrata nel luglio del 1997 e dovrebbe mantenere l?incarico fino al luglio del 2004. «Ma il contratto va cambiato – dicono alla Slia – perché nel frattempo si sono aggiunte cinquemila nuove utenze». Pina Zappetto, responsabile del Codacons ha rimarcato «la necessità di una maggiore pulizia dei cassonetti, una maggiore funzionalità della raccolta differenziata e l?esigenza di intervenire sulla Buddi Buddi e a Sant?Orsola nord», dove nei giorni scorsi erano state segnalate alcune discariche abusive. Immediata la risposta della dottoressa Maria Franca Demurtas, dell?assessorato all?Ambiente: «Quando ci arrivano lamentele spiega avvisiamo la Slia affinché intervenga per risolvere il problema. Lavoriamo in continuo contatto con la società appaltatrice del ritiro e smaltimento dei rifiuti» aggiunge Maria Franca Demurtas anche se tra le righe ammette inadempienze da ambo le parti. Sergio Renzetti, responsabile della Slia per Sassari ammette: «Anche i cittadini hanno le loro responsabilità, per esempio non rispettando gli orari per il deposito dei rifiuti». Interessanti anche le proposte fatte all?Amministrazione per migliorare il servizio. «Fra le priorità sottolinea Renzetti c?è quella di cambiare parte dei cassonetti adeguando l?attacco ai mezzi che abbiamo attualmente a disposizione in modo da non dover rinnovare il complesso delle 13 macchine a disposizione e tutte efficienti». Dalla società era stata lanciata la proposta per raddoppiare i passaggi per il ritiro della spazzatura, saltata a causa della indisciplinatezza degli utenti. Ma prima di concludere la Slia lancia una bordata alla stampa: «Tutto questo starci addosso non giova a nessuno. Noi perdiamo la possibilità di vincere altri appalti e voi apparite agli occhi degli stranieri come una città poco pulita». Unica nota positiva forse è il funzionamento della raccolta differenziata. La plastica (l?unica a dare un riscontro economico al Comune) viene portata a Bolotana dove ci sono due piattaforme di smaltimento gestite dalla Corepla, che versa 480 lire per ogni chilo di rifiuti smaltiti. Il vetro viene smaltito a costo zero presso una vetreria di Oristano, mentre la carta viene trasportata da una società di Cagliari a Salerno. «Ciò che veramente manca all?Isola per avere un efficace sistema di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti Ñ dice Francesco Bonfiglio, responsabile della Slia per la Sardegna Ñ sono impianti adeguati per il trattamento e la lavorazione dei rifiuti. Fino a che mancheranno tali strutture almeno il 60 per cento dei rifiuti verrà portato nelle discariche».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
