DENUNCIA CODACONS: POLITICA DI MARKETING SLEALE DEI GESTORI
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fonte:
- Il Mattino
«Gentile cliente…. grazie per aver scelto Wind». Una lettera dai toni cortesi. E una conclusione uguale per tutti. Negli ultimi mesi se la sono vista recapitare milioni di abbonati a Wind. Ma anche tanti malcapitati che non avevano mai sottoscritto un contratto. Abbonati «forzati». Sparsi un po? in tutta Italia. Che ora insorgono. Si rivolgono alle associazioni dei consumatori e agli avvocati. Consapevoli che poi alla fine saranno loro a soccombere. «Non c?è solo il caso di Wind – spiega da Napoli l?avvocato Giuseppe Ursini, vice presidente del Codacons – i gestori adottano questo sistema scorretto per aumentare i loro clienti. Spesso attingono a internet, in barba alle norme sulla tutela della privacy, per individuare i cosiddetti polli. Ma la scelta è casuale. Nella rete possono capitare tutti. Ricchi e poveri. Imprenditori o operai. E alcuni, alla fine, accettano l?abbonamento anche se è imposto. Altri, invece, preferiscono non andare incontro a giudizi. In genere, il contenzioso si risolve con una transazione». Gli abbonati forzati vengono risarciti? «Niente affatto – risponde Ursini – per ottenere il risarcimento si dovrebbe provare il danno e quindi sostenere un giudizio. La transazione consiste nel fatto che il falso abbonato si accontenta di non pagare le bollette che gli sono state indebitamente attribuite e di essere cancellato dalla lista dei clienti della società. Mentre le spese legali le sosteniamo noi. In pratica, sono gratuite per gli iscritti all?associazione».
Non solo guerra delle tariffe tra i gestori, quindi. Decolla un?altra politica di marketing cattura-clienti, l?abbonamento imposto. Una denuncia eccellente parte da Napoli. È l?avvocato Marco De Martino a segnalare il caso di Pasquale Sbrogna. «L?architetto napoletano – spiega – è titolare di una utenza Telecom. Lo scorso 22 gennaio si è visto recapitare una lettera della Wind in cui veniva informato di essere il beneficiario del servizio Filo diretto a titolo gratuito. A marzo ha poi ricevuto una bolletta fatturata dalla Wind». L?avvocato De Martino, nipote del senatore Francesco e membro di una famiglia di noti giuristi, sventola la documentazione. Una lettera firmata dal responsabile marketing divisione consumer, Alessandra Bianchini. E la bolletta contenente tutti i dati personali di Pasquale Sbrogna. «È evidente, tra l?altro – conclude De Martino – la violazione della legge 675 del ?96, modificata dal decreto del dicembre 2001 sul trattamento e la protezione dei dati personali (le nuove norme sulla tutela della privacy, ndr)».
Wind, intanto, si giustifica e ammette: «Possono capitare degli errori e ce ne rammarichiamo. Ma va notato che questi sono imputabili ai rivenditori, che a volte sbagliano a digitare i dati dei loro acquirenti. Così scattano le lettere di abbonamento che, in buona fede, vengono sottoscritte dall?ufficio marketing».
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