«Demolizione avviata senza alcun preavviso»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• Polemiche in centro per la demolizione del palazzo tra via Braccio Martello e 95esimo reggimento fanteria che ospitava gli uffici comunali prima dell’ Anagrafe, poi dei Tributi. L’ immobile è stato acquistato, nell’ agosto 2013, dalla Re.De, di Carlo Caiffa, per un milione quattrocentomila euro. La vendita era stata accompagnata, a Palazzo Carafa, da una serie di polemiche sia sulla forte riduzione dell’ importo sia per la variazione di destinazione d’ uso, diventata residenziale. L’ abbattimento, cominciato giovedì mattina, ha rinnovato le polemiche, seppur di altra natura. Le riassume Luisa Carpentieri, responsabile del Codacons, alla quale hanno fatto riferimento i residenti ed i lavoratori della zona. «Siamo stati tutti colti di sorpresa dai lavori, cominciati senza alcun preavviso – dice l’ avvocato – Intanto, ci siamo trovati di fronte al problema principale, vale a dire quello del traffico, sia per gli automobilisti sia per i pedoni. Alcuni non capivano come poter raggiungere il garage, se non procedendo controsenso. Poi, gli esercenti avrebbero voluto organizzarsi con anticipo. I disagi alla circolazione, ovviamente, scoraggiano la frequentazione della zona – spiega Luisa Carpentieri – con danni che si ripercuotono sulle attività. Se lo avessero saputo prima, i titolari degli esercizi magari avrebbero deciso per una chiusura per ferie. Ora, invece, sono furiosi». Qualcun altro si chiede se una demolizione così imponente sia compatibile in una zona centralissima in città o non comporti, viceversa, rischi per la salute di chi vive e lavora nelle immediate vicinanze. «Sono state fatte le analisi dei materiali dell’ edificio? – chiede Carpentieri – Il rischio è che si diffondano materiali nocivi, qual è, per esempio, l’ amianto, qualora ci fosse. Quanto meno, l’ aumento delle polveri, in generale, sollecita ed aggrava le allergie». L’ esponente del Codacons aggiunge altre riflessioni fatte dai cittadini, in riferimento, per esempio, alla necessità di un intervento preliminare di derattizzazione. Poi, una riflessione personale. «Dispiace per lo sradicamento degli alberi – dice – begli esemplari di querce, sani, che, per quanto ne sappiamo, non verranno rimpiazzati». Soprattutto, i cittadini vogliono sapere dai responsabili – pubblici e privati – per quanto tempo dovranno convivere con questi disagi. [e.t.]
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